5 Agosto 2007

“Caro-pieno“Bersani preparaun giro di vite

Il ministroconvoca i petrolieri il 10 agosto e accusa: “Nessun Paese Ue paga i carburanti più di noi“

Che la benzina in Italia costi più che nella media dei Paesi europei, purtroppo, non è una novità. E non è nuovo neppure il fatto che, in vista dell`esodo estivo, arrivi (sempre) a sorpresa qualche “ritocco“ al prezzo del carburante. Stavolta però, contro il “caro-pieno“ dei distributori italiani – tra i più alti di Eurolandia, al terzo posto per la benzina e addirittura al primo, per il gasolio – interviene il ministero per lo Sviluppo Economico. Il responsabile del dicastero, Pierluigi Bersani, ha convocato per il 10 agosto i petrolieri: vuole esaminare il nodo del divario tra i prezzi dei carburanti in Italia e la media del resto dei Paesi europei. “Il ministero segue con attenzione l`andamento dei prezzi e deve constatare che la forbice con la media Ue, dopo una fase di contrazione, è tornata ad aumentare in maniera preoccupante“ commenta Umberto Carpi, consigliere per le questioni petrolifere del ministro Bersani. Da qui, con tanti saluti alle ferie che i petrolieri dovranno interrompere, la convocazione d`urgenza dell`Unione Petrolifera, fissata alle 11 di venerdì 10 agosto, nella sede del dicastero. Difficile prevedere che cosa potrà succedere. Ma sul come dovrebbe svolgersi l`incontro, i consumatori non hanno dubbi. Carlo Rienzi, presidente del Codacons: “Se il governo vuol dimostrare di essere veramente dalla parte dei consumatori e non dei petrolieri, emani immediatamente un decreto legge con il quale congela l`aumento delle accise e dell`iva e restituisce quanto incassato in più a tale titolo negli ultimi due anni agli automobilisti. Degli incontri con i petrolieri, i consumatori italiani non se ne fanno proprio nulla“. E se ancora non fosse chiaro il concetto, Rienzi, rincara: “Per il Codacons, la moral suasion nei confronti di chi specula sulle vacanze e puntualmente su tutti gli esodi degli italiani non ha mai funzionato. Il governo non può adottare misure efficaci perché guadagna dall`aumento della benzina e del gasolio e fa cassa grazie all`iva e alle accise“. In attesa di un miracolo che faccia diminuire il prezzo di verde e gasolio, restano i conti salati per ogni “pieno“. Oltre che con le “code“ e gli incolonnamenti chilometrici – che nel Veneziano ieri hanno anche provocato il parto, con un mese di anticipo, di una donna di 28 anni in fila da ore con il marito e una figlia – i vacanzieri devono vedersela anche con i listini prezzi delle compagnie petrolifere. Che rischiano di far registrare ulteriori aumenti, complice la nuova fiammata delle quotazioni internazionali che nei giorni scorsi hanno toccato un nuovo record storico, sfiorando i 79 dollari al barile. Attualmente, gli italiani pagano oltre 5 centesimi in più al litro. Sia rispetto alla media europea, sia rispetto alle tariffe di tutti e 25 i Paesi Ue. Più che un “bollino nero“ per il traffico dell`esodo in questo fine settimana, ieri neppure così tremendo come previsto, gli italiani – tutti, non soltanto il popolo dei vacanzieri – hanno il bollino nero sul fronte del caro-pieno. Lo stesso ministero ha fatto i conti, lunedì, verificando che con 1,349 euro al litro, il prezzo italiano è al terzo posto. Preceduto solo dall`Olanda (1,370) e dal Portogallo (1,363). Primato assoluto, invece, sul fronte del diesel: un litro di gasolio costa nei distributori italiani in media 1,173 euro al litro. Il prezzo più caro d`Europa, seguito dagli 1,139 euro della Germania. Anche per il gasolio il divario con la media europea è notevole: 0,040 euro al litro. Si tratta di uno dei livelli di “differenziale“ più elevati dall`inizio dell`anno. Secondo l`Istat, a luglio, i prezzi dei prodotti energetici hanno registrato un aumento congiunturale dello 0,3%. E un calo di tendenza pari all`1%, contro il +1,3% di giugno. Proprio i carburanti sono gli imputati numero uno: da giugno, sono aumentati dello 0,8%. La benzina verde, in particolare, ha registrato un aumento dello 0,7%, superata, però, dal gasolio: +1,1%. NomismaEnergia, in uno studio commissionato dall`Unione petrolifera – presentato due settimane fa – ha stabilito che 1,5 centesimi in più (rispetto alla media Ue) sono causati dalla scarsa diffusione del self service in Italia. Ed è l`ultimo d`Europa, con pagamento successivo al rifornimento. Dati alla mano, Nomisma ci dice che l`Italia è l`unico Paese Ue (su 15, non 25) ad avere più di 22 mila punti vendita. Ma siamo il fanalino di coda per distributori di benzina negli ipermercati.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this