“Caro-pieno“Bersani preparaun giro di vite
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fonte:
- Il Secolo XIX
Che la benzina in Italia costi più che nella media dei Paesi europei, purtroppo, non è una novità. E non è nuovo neppure il fatto che, in vista dell`esodo estivo, arrivi (sempre) a sorpresa qualche “ritocco“ al prezzo del carburante. Stavolta però, contro il “caro-pieno“ dei distributori italiani – tra i più alti di Eurolandia, al terzo posto per la benzina e addirittura al primo, per il gasolio – interviene il ministero per lo Sviluppo Economico. Il responsabile del dicastero, Pierluigi Bersani, ha convocato per il 10 agosto i petrolieri: vuole esaminare il nodo del divario tra i prezzi dei carburanti in Italia e la media del resto dei Paesi europei. “Il ministero segue con attenzione l`andamento dei prezzi e deve constatare che la forbice con la media Ue, dopo una fase di contrazione, è tornata ad aumentare in maniera preoccupante“ commenta Umberto Carpi, consigliere per le questioni petrolifere del ministro Bersani. Da qui, con tanti saluti alle ferie che i petrolieri dovranno interrompere, la convocazione d`urgenza dell`Unione Petrolifera, fissata alle 11 di venerdì 10 agosto, nella sede del dicastero. Difficile prevedere che cosa potrà succedere. Ma sul come dovrebbe svolgersi l`incontro, i consumatori non hanno dubbi. Carlo Rienzi, presidente del Codacons: “Se il governo vuol dimostrare di essere veramente dalla parte dei consumatori e non dei petrolieri, emani immediatamente un decreto legge con il quale congela l`aumento delle accise e dell`iva e restituisce quanto incassato in più a tale titolo negli ultimi due anni agli automobilisti. Degli incontri con i petrolieri, i consumatori italiani non se ne fanno proprio nulla“. E se ancora non fosse chiaro il concetto, Rienzi, rincara: “Per il Codacons, la moral suasion nei confronti di chi specula sulle vacanze e puntualmente su tutti gli esodi degli italiani non ha mai funzionato. Il governo non può adottare misure efficaci perché guadagna dall`aumento della benzina e del gasolio e fa cassa grazie all`iva e alle accise“. In attesa di un miracolo che faccia diminuire il prezzo di verde e gasolio, restano i conti salati per ogni “pieno“. Oltre che con le “code“ e gli incolonnamenti chilometrici – che nel Veneziano ieri hanno anche provocato il parto, con un mese di anticipo, di una donna di 28 anni in fila da ore con il marito e una figlia – i vacanzieri devono vedersela anche con i listini prezzi delle compagnie petrolifere. Che rischiano di far registrare ulteriori aumenti, complice la nuova fiammata delle quotazioni internazionali che nei giorni scorsi hanno toccato un nuovo record storico, sfiorando i 79 dollari al barile. Attualmente, gli italiani pagano oltre 5 centesimi in più al litro. Sia rispetto alla media europea, sia rispetto alle tariffe di tutti e 25 i Paesi Ue. Più che un “bollino nero“ per il traffico dell`esodo in questo fine settimana, ieri neppure così tremendo come previsto, gli italiani – tutti, non soltanto il popolo dei vacanzieri – hanno il bollino nero sul fronte del caro-pieno. Lo stesso ministero ha fatto i conti, lunedì, verificando che con 1,349 euro al litro, il prezzo italiano è al terzo posto. Preceduto solo dall`Olanda (1,370) e dal Portogallo (1,363). Primato assoluto, invece, sul fronte del diesel: un litro di gasolio costa nei distributori italiani in media 1,173 euro al litro. Il prezzo più caro d`Europa, seguito dagli 1,139 euro della Germania. Anche per il gasolio il divario con la media europea è notevole: 0,040 euro al litro. Si tratta di uno dei livelli di “differenziale“ più elevati dall`inizio dell`anno. Secondo l`Istat, a luglio, i prezzi dei prodotti energetici hanno registrato un aumento congiunturale dello 0,3%. E un calo di tendenza pari all`1%, contro il +1,3% di giugno. Proprio i carburanti sono gli imputati numero uno: da giugno, sono aumentati dello 0,8%. La benzina verde, in particolare, ha registrato un aumento dello 0,7%, superata, però, dal gasolio: +1,1%. NomismaEnergia, in uno studio commissionato dall`Unione petrolifera – presentato due settimane fa – ha stabilito che 1,5 centesimi in più (rispetto alla media Ue) sono causati dalla scarsa diffusione del self service in Italia. Ed è l`ultimo d`Europa, con pagamento successivo al rifornimento. Dati alla mano, Nomisma ci dice che l`Italia è l`unico Paese Ue (su 15, non 25) ad avere più di 22 mila punti vendita. Ma siamo il fanalino di coda per distributori di benzina negli ipermercati.
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