CALCIO: `UN SISTEMA PERVERSO`, AL VIA PROCESSO GEA
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fonte:
- Ansa
E` IL PRIMO DOPO CALCIOPOLI, TRA I TESTIMONI ANCHE LIPPI PADRE
(ANSA) – ROMA, 21 GIU – Ad oltre un anno dall`avvio di
calciopoli, approdano in un`aula di giustizia le modalità che
per anni hanno caratterizzato le compravendite dei calciatori.
E` il processo, a Roma, che scaturisce dall`attività della
“Gea World“, la società che, prima di essere travolta dallo
scandalo giudiziario, gestiva le procure sportive di numerosi
calciatori.
Sotto processo, per associazione per delinquere finalizzata
all`illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata, ci
sono l`ex dg della Juventus Luciano Moggi, il figlio Alessandro,
già presidente della Gea, Franco Zavaglia, ex amministratore
delegato, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo, collaboratori dei
Moggi, e Davide Lippi, procuratore sportivo e figlio dell`ex ct
della Nazionale. Nessuno degli imputati era presente oggi in
aula davanti ai giudici della decima sezione del tribunale
presieduta da Luigi Fiasconaro.
La prima udienza del processo è stata dedicata all`esame
delle questioni preliminari. In particolare, dopo una lunga
discussione incentrata sull`ammissione delle parti civili, il
tribunale ha deciso di consentire la presenza nel dibattimento
della Figc, dell`ex procuratore di calciatori Stefano Antonelli,
attuale ad del Torino, e del procuratore Claudio Orlandini.
Respinte, invece, le richieste di costituzione di parte civile
del Codacons, dell`allenatore Arcadio Spinozzi (rivendica di
aver subito conseguenze nella carriera a causa della Gea) e
dell`ex patron del Perugia Luciano Gaucci. Secondo il tribunale
i presunti danni lamentati da questi ultimi tre soggetti non
sono ricollegabili alle condotte degli imputati.
“Un sistema perverso che danneggiava gli interessi della
concorrenza“. Così il pm Luca Palamara, rappresentante
dell`accusa insieme con la collega Maria Cristina Palaia, ha
descritto il sistema attuato dalla Gea. “Il metodo illecito –
ha aggiunto – consisteva nel prospettare ad un calciatore, con
sistemi minacciosi, di giocare in una società blasonata solo se
la sua procura veniva affidata alla Gea. Il club importante era
la Juventus, società il cui direttore generale era Luciano
Moggi, padre di Alessandro, quest`ultimo con un ruolo apicale in
Gea“.
Secondo Palamara, dunque, nell` “acquisizione di procure da
parte della Gea vennero utilizzati metodi illeciti“ e tutto
ciò ebbe riflessi su tutto il calcio mercato a partire dal
2001, epoca in cui le società General Atletic e Football
Management si fusero in “Gea World“. Il sistema introdotto –
ha detto ancora Palamara – determinò “un`influenza in tutto il
mondo del calcio per cui chiunque avesse intenzione di farne
parte doveva avere come punto di riferimento Luciano Moggi“.
Sono oltre 400 i testimoni dei quali, tra accusa e difesa, si
chiederà l`audizione al processo sul caso Gea. Nelle liste
testi predisposte dai pm e dai difensori degli imputati
compaiono, praticamente, i nomi di tutto il mondo del calcio. A
cominciare dai vertici del governo, tra questi l`ex presidente
Franco Carraro, a quasi tutti i responsabili delle società di
serie A (Massimo Moratti, Adriano Galliani, Claudio Lotito,
Rosella Sensi, Diego Della Valle) B e C, agli allenatori Zdenek
Zeman, Carlo Ancelotti, Fabio Capello, Marcello Lippi, ai
calciatori David Trezeguet, Pavel Nedved, Fabio Cannavaro,
Alessandro Del Piero, agli ex dirigenti Ermanno Pieroni, Antonio
Giraudo, Francesca Tanzi e Massimo Cragnotti. (ANSA).
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