22 Giugno 2007

CALCIO: `UN SISTEMA PERVERSO`, AL VIA PROCESSO GEA

CALCIO: `UN SISTEMA PERVERSO`, AL VIA PROCESSO GEA/ANSA




E` IL PRIMO DOPO CALCIOPOLI, TRA I TESTIMONI ANCHE LIPPI PADRE








(ANSA) – ROMA, 21 GIU – Ad oltre un anno dall`avvio di

calciopoli, approdano in un`aula di giustizia le modalità che

per anni hanno caratterizzato le compravendite dei calciatori.

E` il processo, a Roma, che scaturisce dall`attività della

“Gea World“, la società che, prima di essere travolta dallo

scandalo giudiziario, gestiva le procure sportive di numerosi

calciatori.

Sotto processo, per associazione per delinquere finalizzata

all`illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata, ci

sono l`ex dg della Juventus Luciano Moggi, il figlio Alessandro,

già presidente della Gea, Franco Zavaglia, ex amministratore

delegato, Francesco Ceravolo e Pasquale Gallo, collaboratori dei

Moggi, e Davide Lippi, procuratore sportivo e figlio dell`ex ct

della Nazionale. Nessuno degli imputati era presente oggi in

aula davanti ai giudici della decima sezione del tribunale

presieduta da Luigi Fiasconaro.

La prima udienza del processo è stata dedicata all`esame

delle questioni preliminari. In particolare, dopo una lunga

discussione incentrata sull`ammissione delle parti civili, il

tribunale ha deciso di consentire la presenza nel dibattimento

della Figc, dell`ex procuratore di calciatori Stefano Antonelli,

attuale ad del Torino, e del procuratore Claudio Orlandini.

Respinte, invece, le richieste di costituzione di parte civile

del Codacons, dell`allenatore Arcadio Spinozzi (rivendica di

aver subito conseguenze nella carriera a causa della Gea) e

dell`ex patron del Perugia Luciano Gaucci. Secondo il tribunale

i presunti danni lamentati da questi ultimi tre soggetti non

sono ricollegabili alle condotte degli imputati.

“Un sistema perverso che danneggiava gli interessi della

concorrenza“. Così il pm Luca Palamara, rappresentante

dell`accusa insieme con la collega Maria Cristina Palaia, ha

descritto il sistema attuato dalla Gea. “Il metodo illecito –

ha aggiunto – consisteva nel prospettare ad un calciatore, con

sistemi minacciosi, di giocare in una società blasonata solo se

la sua procura veniva affidata alla Gea. Il club importante era

la Juventus, società il cui direttore generale era Luciano

Moggi, padre di Alessandro, quest`ultimo con un ruolo apicale in

Gea“.

Secondo Palamara, dunque, nell` “acquisizione di procure da

parte della Gea vennero utilizzati metodi illeciti“ e tutto

ciò ebbe riflessi su tutto il calcio mercato a partire dal

2001, epoca in cui le società General Atletic e Football

Management si fusero in “Gea World“. Il sistema introdotto –

ha detto ancora Palamara – determinò “un`influenza in tutto il

mondo del calcio per cui chiunque avesse intenzione di farne

parte doveva avere come punto di riferimento Luciano Moggi“.

Sono oltre 400 i testimoni dei quali, tra accusa e difesa, si

chiederà l`audizione al processo sul caso Gea. Nelle liste

testi predisposte dai pm e dai difensori degli imputati

compaiono, praticamente, i nomi di tutto il mondo del calcio. A

cominciare dai vertici del governo, tra questi l`ex presidente

Franco Carraro, a quasi tutti i responsabili delle società di

serie A (Massimo Moratti, Adriano Galliani, Claudio Lotito,

Rosella Sensi, Diego Della Valle) B e C, agli allenatori Zdenek

Zeman, Carlo Ancelotti, Fabio Capello, Marcello Lippi, ai

calciatori David Trezeguet, Pavel Nedved, Fabio Cannavaro,

Alessandro Del Piero, agli ex dirigenti Ermanno Pieroni, Antonio

Giraudo, Francesca Tanzi e Massimo Cragnotti. (ANSA).

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