Cellulari sospetti La linea cade spesso
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fonte:
- Libero
L`abolizione dei costi fissi sulle ricariche telefoniche, entrata in vigore il 5 marzo con il decreto Bersani, ha fatto segnare nei bilanci delle compagnie di telefonia mobile, alla voce perdite, cifre significative. Mancati introiti che hanno portato gli operatori a modificare in tutta fretta i piani tariffari, con rincari anche del 20 %, al fine di recuperare in altro modo i milioni di euro volatilizzati, anche con manovre poco “ortodosse“ che hanno messo sul chi vive le Autorità di settore; come l`Agcom, che circa un mese fa ha avviato due procedimenti sanzionatori a carico di Wind. Una “caccia al tesoro perduto“ che ha fatto storcere il naso ai possessori di una “sim card“ (in Italia ce ne sono 70 milioni; e, da una ricerca Doxa, sono i giovani fra 14 e 18 anni i maggiori utilizzatori: il 91% possiede un telefonino), diventati sensibili anche ad anomalie come le improvvise interruzioni delle chiamate con il cellulare.
STOP IMPROVVISI Capita sempre più spesso che la conversazione si interrompa, costringendo a riselezionare il numero e a pagare il conseguente “scatto alla risposta“. Un tentativo di riprendersi così quanto “tolto“ per decreto? Nel Paese del “a pensar male si fa peccato ma spesso ci s`azzecca“, il collegamento con la sparizione del guadagno da ricarica per i gestori è venuto automatico. Un fenomeno segnalato dai lettori di Libero : secondo molti, si sta verificando con frequenza maggiore proprio da quando Bersani ha sferrato la sua “lenzuolata“. “In effetti spiega Elio Lannutti, Presidente Adusbef – ci sono arrivate segnalazioni proprio in questo senso. Stiamo verificando e intanto abbiamo già provveduto a girare il tutto all`attenzione delle autorità competente. Noi non abbiamo potere di intervenire, ma certamente lotteremo perché ciò che è uscito dalla porta non rientri dalla finestra“. Per Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, “anomalie ci sono, le compagnie stanno spingendo per nuovi contratti, sempre più cari per gli utenti. Comunque questo tipo di denunce vanno verificate, forse dipende dalla qualità del servizio. Noi abbiamo chiesto ufficialmente l`abolizione dello scatto alla risposta, ma per il momento, in questo senso, ci sono solamente le dichiarazioni ufficiali di Corrado Calabrò (presidente dell`Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ndr)“. L`avv. Gianluca Di Ascenzo, vicepresidente Codacons, ricorda che “il 40% delle consulenze che offriamo riguarda la telefonia mobile. Segnalazioni riguardo all`aumento delle chiamate inspiegabilmente interrotte sono giunte anche a noi e stiamo facendo le opportune verifiche. Potrebbe dipendere da problemi tecnici o dagli stessi telefonini; è necessaria cautela, prima di muovere dubbi sulle compagnie“. Compagnie che negano fermamente qualsiasi manovra occulta per recuperare soldi.
LA REPLICA Wind, 3Italia, Vodafone, fanno sapere che non “è arrivata alcun tipo di protesta, né da parte dei consumatori né dagli organi di vigilanza“. Tim assicura che si tratta di “episodi infondati, nessuno ci ha mai avanzato critiche di questo tipo. Addirittura noi abbiamo un servizio apposito per le chiamate improvvisamente interrotte, che prevede il rimborso della chiamata fallita. Proprio come vuole il provvedimento del ministro Bersani, ci stiamo muovendo con “trasparenza““. Quella “trasparenza“ che, forse, manca proprio al decreto in questione.
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