6 Giugno 2007

BENZINA: SCATTA SERRATA 48 ORE; STOP SOSPESO IN SICILIA

BENZINA: SCATTA SERRATA 48 ORE; STOP SOSPESO IN SICILIA/ANSA




CONSUMATORI,SI SPECULA SU PREZZI; GESTORI, RAFFICA PRECETTAZIONI









(ANSA) – ROMA, 5 GIU – Sciopero e polemiche. Le pompe di

benzina resteranno chiuse fino alle 19:30 di giovedì 7 per il

fermo di due giorni deciso dai gestori. Uno stop sospeso in

Sicilia, dove la Regione ha aperto alle richieste dei gestori.

Ma prima ancora della serrata sono scattate accuse incrociate,

con le associazioni dei consumatori che parlano di speculazioni

sui prezzi dei carburanti e i gestori che denunciano

precettazioni. E in tema di caro-benzina interviene anche il

Tesoro, puntando il dito contro le compagnie petrolifere.

Il fermo è stato proclamato per dire no al piano di

liberalizzazione della rete di distribuzione previsto dal

disegno di legge Bersani. Una misura che elimina distanze minime

tra impianti e contingentamento numerico per lasciare più

spazio al mercato; e demanda alle Regioni la politica degli

orari. Misure che agevolano la grande distribuzione, sostiene la

categoria. Da qui la decisione dello sciopero, che domani

mattina sarà accompagnato da un presidio di fronte a

Montecitorio. I distributori, tenuto conto dei normali orari di

esercizio, riapriranno sulle strade alle 7 di venerdì 8 giugno

(ma il self service riprenderà a erogare alle 19:30 del 7) e

sulle autostrade alle 22 di giovedì 7. Protesta sospesa invece

in Sicilia: l`assessore regionale all`Industria, Giovanna

Candura, ha annunciato un disegno di legge che emenda il ddl

Bersani per superarne gli “aspetti non accettabili“. Non

aderiscono, invece, alla protesta Verona, Venezia, Padova,

Treviso e l`Alto Adige.

Le associazioni dei consumatori, nel frattempo, denunciano

speculazioni sui prezzi, con rialzi che in molti impianti

avrebbero toccato i 2-3 centesimi al litro a poche ore dalla

serrata. Per questo Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto

l`intervento del ministero per lo Sviluppo economico e di quello

dell`Economia, e il Codacons ha sollecitano “controlli a

tappeto da parte dei Nas“ annunciando “azioni di boicottaggio

che colpiranno di volta in volta tutti i marchi“.

Ma anche i gestori segnalano irregolarità. Regioni e Comuni

avrebbero inviato ordinanze precettando gli impianti e violando

gli accordi sul servizio minimo indispensabile. L`intesa prevede

che resti aperto un distributore ogni 100 km in autostrada e la

metà di quelli in turno nei festivi sulle strade. “Ma Regioni

e Comuni – afferma Roberto Di Vicenzo di Fegica-Cisl – stanno

stravolgendo l`accordo. Siamo pronti a rivolgerci alla

magistratura e anche alla disobbedienza civile, non aprendo gli

impianti che garantiscono il servizio minimo“.

Serrata a parte, il nodo benzina è all`attenzione anche del

Tesoro. Il sottosegretario Alfiero Grandi ha presentato un

aggiornamento del rapporto Prezzi dei carburanti e

liberalizzazione del mercato, che smentisce la tesi secondo cui

l`elevato prezzo della benzina dipende dall`alto numero di

imposte. La causa, sostiene Grandi, è “l`accordo di fatto, non

dico il cartello“, fra i gruppi petroliferi per mantenere

invariati gli extra-profitti delle società del settore. La vera

anomalia italiana, in altre parole, è “prezzo industriale

troppo alto“: per la benzina, in Germania questa voce è

inferiore del 7,6% rispetto all`Italia e in Francia del 5,5%.

(ANSA).

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