BENZINA: SCATTA SERRATA 48 ORE; STOP SOSPESO IN SICILIA
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fonte:
- Ansa
CONSUMATORI,SI SPECULA SU PREZZI; GESTORI, RAFFICA PRECETTAZIONI
(ANSA) – ROMA, 5 GIU – Sciopero e polemiche. Le pompe di
benzina resteranno chiuse fino alle 19:30 di giovedì 7 per il
fermo di due giorni deciso dai gestori. Uno stop sospeso in
Sicilia, dove la Regione ha aperto alle richieste dei gestori.
Ma prima ancora della serrata sono scattate accuse incrociate,
con le associazioni dei consumatori che parlano di speculazioni
sui prezzi dei carburanti e i gestori che denunciano
precettazioni. E in tema di caro-benzina interviene anche il
Tesoro, puntando il dito contro le compagnie petrolifere.
Il fermo è stato proclamato per dire no al piano di
liberalizzazione della rete di distribuzione previsto dal
disegno di legge Bersani. Una misura che elimina distanze minime
tra impianti e contingentamento numerico per lasciare più
spazio al mercato; e demanda alle Regioni la politica degli
orari. Misure che agevolano la grande distribuzione, sostiene la
categoria. Da qui la decisione dello sciopero, che domani
mattina sarà accompagnato da un presidio di fronte a
Montecitorio. I distributori, tenuto conto dei normali orari di
esercizio, riapriranno sulle strade alle 7 di venerdì 8 giugno
(ma il self service riprenderà a erogare alle 19:30 del 7) e
sulle autostrade alle 22 di giovedì 7. Protesta sospesa invece
in Sicilia: l`assessore regionale all`Industria, Giovanna
Candura, ha annunciato un disegno di legge che emenda il ddl
Bersani per superarne gli “aspetti non accettabili“. Non
aderiscono, invece, alla protesta Verona, Venezia, Padova,
Treviso e l`Alto Adige.
Le associazioni dei consumatori, nel frattempo, denunciano
speculazioni sui prezzi, con rialzi che in molti impianti
avrebbero toccato i 2-3 centesimi al litro a poche ore dalla
serrata. Per questo Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto
l`intervento del ministero per lo Sviluppo economico e di quello
dell`Economia, e il Codacons ha sollecitano “controlli a
tappeto da parte dei Nas“ annunciando “azioni di boicottaggio
che colpiranno di volta in volta tutti i marchi“.
Ma anche i gestori segnalano irregolarità. Regioni e Comuni
avrebbero inviato ordinanze precettando gli impianti e violando
gli accordi sul servizio minimo indispensabile. L`intesa prevede
che resti aperto un distributore ogni 100 km in autostrada e la
metà di quelli in turno nei festivi sulle strade. “Ma Regioni
e Comuni – afferma Roberto Di Vicenzo di Fegica-Cisl – stanno
stravolgendo l`accordo. Siamo pronti a rivolgerci alla
magistratura e anche alla disobbedienza civile, non aprendo gli
impianti che garantiscono il servizio minimo“.
Serrata a parte, il nodo benzina è all`attenzione anche del
Tesoro. Il sottosegretario Alfiero Grandi ha presentato un
aggiornamento del rapporto Prezzi dei carburanti e
liberalizzazione del mercato, che smentisce la tesi secondo cui
l`elevato prezzo della benzina dipende dall`alto numero di
imposte. La causa, sostiene Grandi, è “l`accordo di fatto, non
dico il cartello“, fra i gruppi petroliferi per mantenere
invariati gli extra-profitti delle società del settore. La vera
anomalia italiana, in altre parole, è “prezzo industriale
troppo alto“: per la benzina, in Germania questa voce è
inferiore del 7,6% rispetto all`Italia e in Francia del 5,5%.
(ANSA).
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