15 Maggio 2007

Cambia la tariffa? Puoi lasciare il gestore e tenere il credito

Cambia la tariffa? Puoi lasciare il gestore e tenere il credito
Telefonini, l`Antitrust dà ragione ai clienti contro Wind: garantire anche la portabilità del numero

TARIFFE L`Antitrust boccia Wind. Il Garante chiede la portabilità del numero di cellulare e del credito residuo, in caso di modifica del piano tariffario da parte del- l`operatore. La decisione arriva al termine dell`esame delle numerose denunce ricevute dai clienti Wind subito dopo il decreto Bersani sulle liberalizzazioni, che ha portato all`eliminazione dei costi di ricarica: tutti clienti avvisati dall`operatore attraverso un sintetico sms del passaggio, non richiesto, ad un altro piano tariffario, meno vantaggioso. Un metodo che “vìola il Codice delle comunicazioni“, dice l`Antitrust in una nota, definendo peraltro “vessatoria la modifica unilaterale senza giustificato motivo“. Nella nota viene ricordato che “il Codice attribuisce agli abbonati il diritto di recedere dal contratto, senza penali, al momento della notifica di proposte di modifica delle condizioni contrattuali: la comunicazione inviata con sms e senza parlare della possibilità di esercitare tale diritto, sembrerebbe dunque violare la regolamentazione in vigore e potrebbe essere sanzionata“. Rientra ovviamente nella disponibilità delle imprese offrire nuovi e più costosi piani tariffari, ma “occorre garantire agli utenti – sottolinea ancora l`Antitrust – che conseguentemente intendono cambiare operatore, la portabilità immediata del numero di telefono, assicurando il mantenimento del credito residuo“. E, comunque, “il messaggio inviato da Wind non contiene neanche l`indicazione del giustificato motivo che legittimerebbe le modifiche del piano tariffario“. Per le associazioni di consumatori, che hanno provveduto alle denunce, un motivo di soddisfazione. Elio Lannutti e Rosario Trefiletti di Adusbef e Federconsumatori ricordano che la modifica unilaterale dei contratti aveva “lo scopo evidente di rispondere alla perdita dovuta alla cancellazione dei costi di ricarica“. Il Codacons è anche convinto che le variazioni contrattuali comunicate via sms siano nulle. Di conseguenza l`Autorità non deve nemmeno prenderle in considerazione, e obbligare all`applicazione delle precedenti tariffe fino a quando le modifiche non saranno comunicate a norma di legge. Di tono contrario la reazione dell` Autorità per le garanzie nelle comunicazioni alla decisione dell`Antitrust. Una “deriva demagogica“, un “colpo di teatro“ e la “messa a rischio di tanti posti di lavoro“: è quanto trapela dagli uffici dell`Autorità, soprattutto riguardo alla portabilità del credito residuo. “Un colpo di teatro – questa la tesi sostenuta dall`Agcom – che finisce con il danneggiare gli operatori di telefonia mobile più piccoli, Wind e H3G. Il primo potrebbe essere costretto a ridurre il personale. Per il secondo la situazione è anche peggiore. Un accanimento che può turbare la concorrenza e portare il mercato nelle mani di due soli gestori, quelli con le spalle più larghe, e penalizzare proprio gli operatori che avevano portato avanti una politica tariffaria al ribasso“, concludono all`Autorità. Si registra intanto un ennesimo rinvio per la scadenza dell`istruttoria aperta dall`Antitrust sugli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone e Wind. Si tratta dell`istruttoria avviata il 23 febbraio 2005 dopo le denunce di Tele2, Trans World Communication, Startel International e ReteItaly e l`istanza del Codacons: sostengono che i tre big della telefonia avrebbero posto in essere comportamenti lesivi della concorrenza in materia di fornitura di servizi di accesso e di terminazione alle reti mobili, portando così a una riduzione del grado di concorrenza.

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