2 Aprile 2007

HANNO INGOIATO il rospo del secondo decreto Bersani

HANNO INGOIATO il rospo del secondo decreto Bersani, che ha eliminato il balzello dei costi di ricarica. Ma le compagnie telefoniche sono corse subito ai ripari, ritoccando altre voci. E così, continuano a essere bersaglio di critiche da parte delle associazioni dei consumatori, che le accusano di fare ostruzionismo contro la trasparenza delle tariffe. Sul banco degli imputati rimangono ancora molte voci di costo considerate dagli utenti vessatorie e dunque da cancellare. Dopo aver vinto la battaglia delle ricariche, ora i consumatori puntano il dito contro lo scatto alla risposta, invocando l`intervento del governo. Nel mirino delle associazioni è finita soprattutto Wind, colpevole di aver cercato immediatamente di compensare la perdita delle ricariche con un aumento dello scatto alla risposta (anche per i vecchi contratti) e con un rincaro di una tra le sue tariffe di punta: Wind 10, che ha subito all`improvviso un balzo all`insù del 20%. MA LA MATERIA del contendere, nel braccio di ferro tra compagnie e utenti, rimane soprattutto la trasparenza dei contratti, ormai pieni di clausole ed eccezioni, che rischiano anche di vanificare tutti gli interventi del ministro Bersani. Per questo, le associazioni dei consumatori tengono d`occhio il proliferare delle tariffe flat, cioè quelle che permettono di telefonare gratuitamente in cambio di un canone fisso mensile. Tutti i gestori ne hanno una, e la pubblicizzano quasi sempre a gran voce nelle proprie campagne promozionali. Peccato, però, che spesso non venga specificato a chiare lettere, ma soltanto in qualche nota a margine, che i minuti di traffico gratuiti hanno un tetto massimo, superato il quale il cliente comincia a pagare in proporzione alla durata della conversazione. Quanto? Difficile comprenderlo, persino leggendo il prospetto tariffario previsto dall`Agcom (vedi articolo nella pagina accanto). Per conoscere il costo delle chiamate non incluse nel canone, infatti, gli operatori rimandano spesso ai prezzi del profilo-base, che per i clienti un po` più distratti sono quasi sempre un mistero. Per le compagnie, a detta dei consumatori, non sarà dunque difficile recuperare gli ormai decaduti costi di ricarica inserendo qua e là nei contratti un po` di clausole vessatorie. STESSO DISCORSO per il sistema tariffario che, è bene ricordarlo, può seguire due diverse metodologie: in base ai secondi effettivi di conversazione, oppure a scatti. Nel primo caso, l`utente paga in proporzione alla durata esatta della telefonata; con la tariffazione a scatti, invece, l`addebito avviene anticipatamente a intervalli regolari (ad esempio ogni 30 o 60secondi) anche se l`utente interrompe subito dopo la conversazione. Quest`ultimo sistema risulta senz`altro più favorevole alle compagnie. Non a caso, negli ultimi anni, l`addebito a scatti ha conquistato sempre maggior terreno sul mercato e oggi viene applicato per ben 30 profili tariffari tra i 48 più importanti contratti telefonici offerti dai gestori nazionali. INFINE, le associazioni dei consumatori invitano a tenere d`occhio l`eventuale attivazione di servizi a pagamento non richiesti. Nelle scorse settimane, il Codacons ha presentato un esposto all`Agcom contro Vodafone, colpevole di aver lanciato una nuova messaggeria vocale, che scatta automaticamente quando un utente non è raggiungibile. In pratica, qualora chiamino un altro abbonato con il cellulare spento o non attivo, gli utenti della società britannica possono sempre inviare un breve messaggio a voce della durata di 30 secondi. Quanto costa? Nulla per chi lo riceve, 29 centesimi di euro per chi lo invia. Il servizio clienti Vodafone ha replicato, specificando che la messaggeria scatta sì automaticamente, ma lascia comunque agli utenti 15 secondi di tempo per decidere se riagganciare ed evitare l`addebito. E, aggiunge l`operatore, il servizio è sempre disattivabile con una chiamata al call center della società.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this