9 Marzo 2007

Telefono, il preferito per le truffe

Telefono, il preferito per le truffe
Vendite a distanza, sconti su tutto. Tante denunce contro ignoti

Sarà pure vero che il telefono allunga la vita ma può accorciare anche una pratica. E` questa la lezione della Federconsumatori che ha presentato ieri il suo bilancio annuale di attività, con il riassunto delle pratiche di difesa dei consumatori divise in sette categorie e 55 voci. Tanti i campi d`intervento con alcune costanti di comportamento e soprattutto una certezza: il telefono fa sempre più paura perchè è lo strumento principale con cui vengono messe a segno truffe e imbrogli di ogni tipo. Sfruttando l`amore viscerale degli italiani per la chiacchiera alla cornetta, i venditori di ogni merce e servizio si scatenano, ben sapendo che difficilmente le promesse telefoniche con cui portano a segno le loro proposte truffaldine potranno essere dimostrate in giudizio. Così fioccano a tutte le ore proposte per gli acquisti di set di pentole, viaggi a prezzi stracciati, contratti con sconto se i contratti vengono fatti al telefono: “Risparmierete tempo e denaro“ strillano gli slogan di assicurazioni, compagnie telefoniche (l`anno scorso erano 35 in tutta Italia quelle autorizzate) sia per gli impianti domestici che per quelli cellulari, abbonamenti internet, viaggi aerei. I guai cominciano subito dopo, quando si arriva a toccare con mano il servizio comprato e le sue modalità di pagamento. “E` un tasto dolente – sottolinea lo storico leader di Federconsumatori, Mauro Zanini – perchè oltre alle vendite a distanza ci sono gli stessi servizi telefonici offerti dagli stessi operatori o dai loro venditori delegati che si prestano ai raggiri, a bollette spaventose con addebiti per chiamate mai fatte“. La riprova viene dai numeri del contenzioso tra gli assistiti dell`associazione. Nel 2006 appena passato su 1.463 pratiche aperte per i rimborsi o le risoluzioni dei contratti ben 604, poco meno della metà del totale, erano riferiti a Telecom, Omnitel, Wind e al resto delle compagnie del settore. In passato si sono scoperti abbonamenti alla rete Adsl comprati da anziani ultraottantenni che non avevano mai sentito parlare di internet, di canoni pagati due volte e così via. Ma sul banco degli imputati non sono finiti solo i venditori di telefonate e dintorni. Anche chi propone servizi finanziari è sempre più spesso nel mirino e così pure le banche: sempre le aziende che manovrano denaro fanno la faccia feroce quando si tratta di perseguitare chi chiede un prestito, salvo fare marcia indietro quando si accorgono che i loro clienti sono difesi da cani da guardia ben addestrati sulle questioni legali. L`esperienza insegna che sono proprio i più deboli, quelli che chiedono poche centinaia o pochissime migliaia di euro a finire nel tritacarme delle spese legali e amministrative, delle ingiunzioni di pagamento e dell`annotazione sulla lista nera della centrale rischi, impossibilitati a chiedere qualsiasi altro prestito. “Nella nostra attività quotidiana ci capita di vedere di tutto – spiega Ermanno Rossi, che per conto di Federconsumatori segue le questioni bancarie – Recentemente, ad esempio, è venuto da noi un marocchino che parlava malissimo l`italiano e che aveva chiesto a una finanziaria collegata a una banca un prestito di 2000 euro; lo hanno convinto a chiederne 5000 per evitare molte più spese in caso di rinnovo ma non gli hanno rilasciato la copia del contratto. Lui ce l`ha avuto in mano solo quando è arrivata la documentazione alla sua ditta per la cessione del quinto dello stipendio e sapete con quali condizioni? Ben 120 rate da 100 euro l`una, spese di quasi mille euro e un Taeg vicino a quello usuraio“. E le batteglie per le multe sbagliate o vessatorie? E` il campo in cui giganteggia il Codacons con migliaia di ricorsi, in buona parte vinti, ma su cui Federconsumatori presenta numeri striminziti: solo 19 pratiche in un anno. Paura di remare contro i Comuni che fanno quadrare i bilanci con Fotored, Telelaser e via elencando? “Abbiamo deciso di non cavalcare la protesta su questi temi – sintetizza il vicepresidente Giuseppe Poli – Ognuno deve affrontare le infrazioni quando se le merita“.

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