“Ora via lo scatto alla risposta“
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
“Ora via lo scatto alla risposta“
La proposta dell`Autorità tlc in una segnalazione inviata al Governo
MILANO Ora potrebbe cadere anche l`ultimo tabù della telefonia mobile: lo scatto alla risposta.L`Autorità per le comunicazioni, nella richiesta di chiarimenti inviata al Governo dopo l`entrata in vigore dell`abolizione dei contributi sulle ricariche, chiede se, in sede di conversione del decreto in legge, non sia opportuno eliminare anche l`importo fisso alla risposta. Un costo da sempre combattuto dalle associazioni dei consumatori che oggi in media va da 15 a 19 centesimi per ogni telefonata effettuata, anche se cade la linea. “Spesso – spiega il presidente dell`Autorità, Corrado Calabrò – capita che in assenzadi campo oa causa di problemi legati al servizio, la linea cada. E quando l`utente richiama è costretto a pagare nuovamente lo scatto alla risposta “. “Ma anche su questo punto – secondo Calabrò – deve valere il principio del consumo effettivo “che ha ispirato l`eliminazione dei contributi sulle ricariche. Nella segnalazione inviata al Governo, l`Autorità ha anche chiesto un rafforzamento dei poteri sanzionatori (si veda “Il Sole 24 Ore“ di ieri) e precisazioni sull`obbligo di trasferimento del credito residuo della sim card da un operatore all`altro per evitare che gli utenti perdano il traffico acquistato dal vecchio gestore. Ieri intanto, un giorno dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, è entrata in vigore la delibera dell`Autorità sulle modalità attuative dell`articolo 1 del decreto Bersani. è in pratica un passo in più rispetto all`abolizione dei costi fissi sulle ricariche, partita tra le polemiche lunedì scorso. Con la delibera 96/07 l`Autorità ha imposto a tutti i gestori, anche quelli di telefonia fissa e servizi internet, di pubblicare sui propri siti internet dettagliati prospetti informativi sul costo complessivo per minuto, sulle condizioni contrattuali, su eventuali vincoli di prezzo o di servizio. Ma il primo giorno all`insegna della “trasparenza tariffaria “è quasi un flop. Solo Tim si è adeguata e ha pubblicato sul sito internet le nuove tabelle con i principali piani tariffari, mentre 3 assicurava in serata che il sito sarebbe stato aggiornato entro la mezzanotte. Gli altri operatori mobili e praticamente tutti i fissi non si sono ancora attrezzati: secondo la maggior parte delle compagnie i tempi di adeguamento, solo quattro giorni dopo l`elaborazione di un provvedimento estremamente dettagliato, sarebbero troppo stretti e solo da oggi potrebbe esserci qualche passo avanti. La delibera firmata dal garante Corrado Calabrò e dai commissari relatori, Giancarlo Innocenzo Botti e Roberto Napoli, specifica che il prospetto informativo deve essere “riportato nel sito web di ciascun operatore con apposito link dalla home page;è reso disponibile nei punti vendita della sua rete ed è fornito in formato cartaceo o elettronico in qualsiasi momento al consumatore che ne faccia richiesta“. L`ambizione è cancellare il caos che ha regnato per anni: costi accattivanti messi bene in evidenza rispetto a un ricco contorno di asterischi, note, postille e clausole che aggiungono costi una tantum,contributi di attivazione, importi alla risposta,vincoli temporali, promozioni non cumulabili, disparate tariffazioni a scatti anticipati. Le tabelle dovrebbero rendere più facile, a parità di voci, confrontare le offerte dei diversi operatori. Dovrebbe diventare immediato ad esempio sapere quanto costano 1 o 2 minuti di telefonate mobili oppure 3 minuti dal telefono fisso; conoscere il costo complessivo, senza oneri aggiuntivi, di 30 o 60 minuti di connessione internet Adsl; calcolare a quante chiamate di 2 minuti corrisponde un canone fisso chiesto per un`offerta “tutto incluso“. La stessa Autorità per le comunicazioni si impegna a pubblicare sul proprio sito (www.agcom.it) una lista delle pagine web degli operatori telefonici dove reperire le tabelle complete. Ma ieri l`Agcom è riuscita ad accedere solo agli elenchi di Tim. L`esordio della trasparenza è stato deludente anche nei punti vendita. Almeno da quanto è emerso dopo una piccola prova a campione traiprincipali dealer di Milano, in pieno centro. In tarda mattinata, ora di punta, il flagship Tim della galleria Vittorio Emanuele, i negozi MondoWind e Vodafone One di via Orefici e il negozio 3 di piazza Cordusio riportano la notizia dell`abolizione dei costi di ricarica con volantini appesi alle vetrine e disponibili all`interno, ma delle tabelle dettagliate richieste dall`Autorità sui costi e le condizioni non c`è traccia. Per ora, comunica il garante, “sono state avviate verifiche con l`invio di ispettori presso i vari gestori “. Di certo sulla trasparenza l`Autorità dispone di poteri sanzionatori abbastanza efficaci, a differenza di quanto previsto dal decreto Bersani per i contributi sulle ricariche e il trasferimento del credito residuo. L`inottemperanza alla delibera 96/07 sui prospetti informativi può essere infatti punita con una sanzione fino a 2,5 milioni di euro. I consumatori intanto tengono alta la guardia sull`abolizione dei contributi da ricarica. Anche Wind,in ritardo,ha deciso di adeguarsi, ma secondo il Codacons e Adiconsum ancora ieri avrebbe fatto pagare costi aggiuntivi ai vecchi clienti. La compagnia assicura però che è solo questione di ore e che i clienti Wind che hanno acquistato una ricarica telefonica tra ieri e lunedì, si vedranno rimborsare entro la fine di marzo e sotto forma di traffico telefonico i costi aggiuntivi.
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