Stop ai costi di ricarica Ma l`utente non si fida
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fonte:
- Libero
Rientra nel pacchetto delle liberalizzazioni del ministro Bersani l`annunciata “operazione trasparenza“ nell`universo della telefonia mobile. Obiettivo, abbattere i costi per le ricariche dei cellulari. Banalmente, per capire come funziona, ieri abbiamo proviamo ad acquistare una ricard Tim da 30 euro che, fino a domenica, ci permetteva un traffico telefonico pari a 25 euro. Adesso quei 5 euro di tasse sono spariti: se paghi trenta euro, tante ne consumi. Secondo le stime dei consumatori, infatti, i balzelli che finora hanno gravato sulla ricarica dei telefonini alimenterebbero un giro d`affari per i gestori pari a circa 1,8 miliardi di euro l`anno. L`altra grossa novità è che il credito residuo di una ricarica, precedentemente fissato a un termine di dodici mesi, non ha più scadenza. In sostanza, se entro un anno non si provvedeva ad esaurire il credito accumulato con la ricarica, lo si perdeva. L`inversione di rotta riflette l`applicazione dell`articolo 1 del decreto Bersani e, a detta dell`Adusbef, il valore complessivo del credito residuo ammonterebbe a circa 140 milioni l`anno. Nel mare magnum degli operatori della linea mobile, però, non tutti si attengono alle regole. Se, per esempio, Tim, il gestore di telefonia mobile di Telecom Italia, ha provveduto a trasformare da ieri tutti i costi di ricarica in traffico telefonico pienamente utilizzabile, e 3 Italia, che fa capo a Hutchison Wampoa, ha addirittura deciso di anticipare il taglio dei costi alle ricariche già da venerdì scorso, a far insorgere i consumatori è stato Wind che, dopo un richiamo da parte del ministero delle Attività Produttive, ha ceduto. L`annuncio è di ieri sera: balzelli aboliti “anche per i vecchi clienti, senza alcun obbligo di aderire a nuovi piani tariffari“. Una vittoria per i consumatori già sul piede di guerra. Un caso a sé anche per Vodafone che chiede un rimborso di 8 euro per restituire il credito residuo al cliente che vuole abbandonare la propria Sim. Proprio per uniformare questo “Far West“ il Codacons ha presentato un esposto all`Autorità per le comunicazioni affinché “blocchi i nuovi piani tariffari che prevedono aumenti a danni degli utenti“ correlati “al non pagamento dei costi di ricarica“. In sostanza, i consumatori sollecitano l`Agicom, l`organismo di regolazione delle comunicazioni in Italia, a un rapido intervento per “la sospensione dei nuovi piani tariffari“ che nasconderebbero “ritocchi degli scatti alla riposta o rincari delle tariffe al minuto o al secondo“. “In realtà quegli 8 euro servono a coprire i costi vivi dell`assegno, dell`invio e di smaltimento della pratica, costi di gran lunga maggiori per restituire il denaro ai clienti“ spiegano da Vodafone sottolineando che, nel caso di “portabilità del numero“, cioé del passaggio da un operatore all`altro “la concorrenza non restituisce il traffico residuo al cliente“. Vodafone ribadisce che “il prima e il post-Bersani non prevede alcun cambiamento dei costi alla risposta“ e che “i nuovi piani tariffari, introdotti due settimane fa, rappresentano una consuetudine in questo periodo dell`anno“. “Subordinare l`eliminazione del costo fisso al passaggio ad un nuovo profilo tariffario, per coloro che acquistano carte prepagate al di sotto di 50 euro, non è in linea con la volontà del legislatore“ ha tuonato ieri il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani osservando che “l`operazione trasparenza sta funzionando“: “Abbiamo slegato le mani al consumatore. Da oggi si paga quel che si consuma. E le imprese sanno che vincerà l`offerta migliore“. Piena soddisfazione del ministro, quindi: “Sta crescendo la concorrenza rispetto ad una componente di prezzo fissa, iniqua e ingiustificata fino a ieri messa al riparo dalla concorrenza a danno dei consumatori“. E se Altroconsumo stila una classifica degli operatori più convenienti e dei rischi nei quali si può incappare – per Wind, parla di costi di ricarica della vecchia tariffa inferiori di circa il 20% – il gestore replica che “c`è stata una leggera rimodulazione dei piani, un ritocco al rialzo nel costo alla risposta o al minuto“.
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