BANCHE:ANTITRUST,C/C ALLE STELLE;ABI,PRONTI A CONFRONTO
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fonte:
- Ansa
BERSANI, D`ACCORDO CON LINEE DRAGHI; CONSUMATORI, ORA SANZIONI
(ANSA) – ROMA, 5 feb – I prezzi dei conti correnti italiani
sono troppo elevati: in media un conto costa all`anno 182 euro,
a fronte dei 35 dell`Olanda, dei 65 di Belgio e Regno Unito, dei
99 della Francia e dei 108 della Spagna. L`Antitrust, a due
giorni dai rilievi fatti al Forex di Torino dal governatore di
Bankitalia Mario Draghi, bacchetta così le banche. Le accusa di
richiedere costi troppo alti, di creare ostacoli alla mobilità
della clientela, di avere scarsa trasparenza e di creare una
fidelizzazione forzosa. Ma il mondo del credito respinge le
accuse, con l`Associazione Bancaria Italiana (Abi) che si dice
disponibile ad un confronto a tutto campo con l`autorità di
controllo ed il Governo. A condividere le conclusioni dell`
Authority sono invece le associazioni dei consumatori che ora
chiedono sanzioni e decisioni ferme da parte dell`esecutivo nei
confronti degli istituti di credito.
L`indagine dell`Antitrust evidenzia “un`enorme variabilità
potenziale di prezzi da banca a banca“ per lo stesso conto alla
quale però non corrisponde “la possibilità del consumatore di
scegliere al meglio“. I risultati così “confermano la
maggiore debolezza del processo competitivo nel nostro settore
bancario rispetto agli altri Paesi e l`assenza di incentivi allo
sviluppo di un reale gioco concorrenziale“. Altro rilievo che
arriva dall`Antitrust è sulla tipologia dei conti: è infatti
emerso che i conti correnti a canone, la cui diffusione è
aumentata per tutte le tipologie di banche, risultano meno
convenienti dei conti a consumo: per 9 profili su 10 questi
ultimi a parità di uso, presentano la spesa annua più
contenuta, seguiti dai conti a canone ad operazioni illimitate e
quelli a canone con operazioni limitate.
Per ridurre i costi e, di conseguenza, “agevolare i
consumatori ed innescare la necessaria pressione competitiva“,
la ricetta suggerita dall`Autorità passa, fra l`altro, per la
redazione di fogli informativi sintetici e chiari,
l`introduzione di una garanzia di stabilità, e la piena
comparabilità dei costi.
Le conclusioni cui è giunta l`Antitrust arrivano a pochi
giorni di distanza da quanto affermato, durante il Forex, dal
Governatore della Banca d`Italia, Mario Draghi, secondo il quale
le fusioni fra banche possono tradursi in prezzi più bassi e
migliore qualità dei servizi e vanno aboliti i costi di
chiusura dei conti, così come previsto dal decreto Bersani.
Parole, quelle di Draghi condivise ed apprezzate dal ministro
per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani: “Mi pare –
afferma Bersani – che Draghi appoggi la nostra linea di riforme
ad esempio sul massimo scoperto e sulla trasferibilità dei
mutui“.
L`Abi replica alle accuse dell`Antitrust dicendosi “pronta
a un confronto con governo e autorità di controllo per fare
chiarezza sui temi della concorrenza bancaria, sugli effettivi
livelli dei prezzi, sulle strategie da perseguire per definire
esattamente i fenomeni finanziari che hanno un impatto diretto
sui risparmiatori. Il tutto, nell`interesse della competizione
tra operatori, del rispetto dei ruoli delle autorità,
dell`interesse finale dei consumatori che hanno diritto ad un
mercato efficiente, trasparente e competitivo“.
Le associazioni consumatori partono invece lancia in resta.
Plaudono alle conclusioni dell`Antitrust, ritenendole comunque
“ampiamente previste e più volte già denunciate“. E
rincarano la dose. Per l`Adusbef è ora il momento delle
sanzioni per “punire i comportamenti abusivi, usi ed abusi
perpetrati dalle banche per oltre mezzo secolo“, altrimenti per
i consumatori oltre al danno c`é la beffa. La Federconsumatori
invita il Governo a prendere dei provvedimenti contro
“l`ingordigia delle banche“, mentre il Codacons chiede “di
verificare se vi sia o meno un cartello tra istituti di credito
per mantenere alte le tariffe e, nel caso, irrogare pesanti
sanzioni“. I consumatori rovesciano così i ruoli e chiedono
che, questa volta, a pagare siano le banche.(ANSA).
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