6 Febbraio 2007

BANCHE:ANTITRUST,C/C ALLE STELLE;ABI,PRONTI A CONFRONTO

BANCHE:ANTITRUST,C/C ALLE STELLE;ABI,PRONTI A CONFRONTO
BERSANI, D`ACCORDO CON LINEE DRAGHI; CONSUMATORI, ORA SANZIONI












(ANSA) – ROMA, 5 feb – I prezzi dei conti correnti italiani

sono troppo elevati: in media un conto costa all`anno 182 euro,

a fronte dei 35 dell`Olanda, dei 65 di Belgio e Regno Unito, dei

99 della Francia e dei 108 della Spagna. L`Antitrust, a due

giorni dai rilievi fatti al Forex di Torino dal governatore di

Bankitalia Mario Draghi, bacchetta così le banche. Le accusa di

richiedere costi troppo alti, di creare ostacoli alla mobilità

della clientela, di avere scarsa trasparenza e di creare una

fidelizzazione forzosa. Ma il mondo del credito respinge le

accuse, con l`Associazione Bancaria Italiana (Abi) che si dice

disponibile ad un confronto a tutto campo con l`autorità di

controllo ed il Governo. A condividere le conclusioni dell`

Authority sono invece le associazioni dei consumatori che ora

chiedono sanzioni e decisioni ferme da parte dell`esecutivo nei

confronti degli istituti di credito.

L`indagine dell`Antitrust evidenzia “un`enorme variabilità

potenziale di prezzi da banca a banca“ per lo stesso conto alla

quale però non corrisponde “la possibilità del consumatore di

scegliere al meglio“. I risultati così “confermano la

maggiore debolezza del processo competitivo nel nostro settore

bancario rispetto agli altri Paesi e l`assenza di incentivi allo

sviluppo di un reale gioco concorrenziale“. Altro rilievo che

arriva dall`Antitrust è sulla tipologia dei conti: è infatti

emerso che i conti correnti a canone, la cui diffusione è

aumentata per tutte le tipologie di banche, risultano meno

convenienti dei conti a consumo: per 9 profili su 10 questi

ultimi a parità di uso, presentano la spesa annua più

contenuta, seguiti dai conti a canone ad operazioni illimitate e

quelli a canone con operazioni limitate.

Per ridurre i costi e, di conseguenza, “agevolare i

consumatori ed innescare la necessaria pressione competitiva“,

la ricetta suggerita dall`Autorità passa, fra l`altro, per la

redazione di fogli informativi sintetici e chiari,

l`introduzione di una garanzia di stabilità, e la piena

comparabilità dei costi.

Le conclusioni cui è giunta l`Antitrust arrivano a pochi

giorni di distanza da quanto affermato, durante il Forex, dal

Governatore della Banca d`Italia, Mario Draghi, secondo il quale

le fusioni fra banche possono tradursi in prezzi più bassi e

migliore qualità dei servizi e vanno aboliti i costi di

chiusura dei conti, così come previsto dal decreto Bersani.

Parole, quelle di Draghi condivise ed apprezzate dal ministro

per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani: “Mi pare –

afferma Bersani – che Draghi appoggi la nostra linea di riforme

ad esempio sul massimo scoperto e sulla trasferibilità dei

mutui“.

L`Abi replica alle accuse dell`Antitrust dicendosi “pronta

a un confronto con governo e autorità di controllo per fare

chiarezza sui temi della concorrenza bancaria, sugli effettivi

livelli dei prezzi, sulle strategie da perseguire per definire

esattamente i fenomeni finanziari che hanno un impatto diretto

sui risparmiatori. Il tutto, nell`interesse della competizione

tra operatori, del rispetto dei ruoli delle autorità,

dell`interesse finale dei consumatori che hanno diritto ad un

mercato efficiente, trasparente e competitivo“.

Le associazioni consumatori partono invece lancia in resta.

Plaudono alle conclusioni dell`Antitrust, ritenendole comunque

“ampiamente previste e più volte già denunciate“. E

rincarano la dose. Per l`Adusbef è ora il momento delle

sanzioni per “punire i comportamenti abusivi, usi ed abusi

perpetrati dalle banche per oltre mezzo secolo“, altrimenti per

i consumatori oltre al danno c`é la beffa. La Federconsumatori

invita il Governo a prendere dei provvedimenti contro

“l`ingordigia delle banche“, mentre il Codacons chiede “di

verificare se vi sia o meno un cartello tra istituti di credito

per mantenere alte le tariffe e, nel caso, irrogare pesanti

sanzioni“. I consumatori rovesciano così i ruoli e chiedono

che, questa volta, a pagare siano le banche.(ANSA).

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