Benzinai in sciopero contro Bersani File e liti per il pieno
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fonte:
- Libero
Presi d`assalto come oasi salvifiche. Cattedrali di plastica e acciaio dove zampilla il prezioso liquido della sopravvivenza contemporanea. Apparivano così, ieri, tutti distributori di benzina della penisola. Code interminabili di automobilisti che pazientemente, chi più, chi meno (come a Roma, dove nel Raccordo anulare è dovuta intervenire la polizia a riportare la calma per i soliti “furbi“ che tentavano di aggirare la coda), attendevano un pieno risolutore, per ovviare alla serrata dei gestori. Gli orari dello stop: sulla viabilità stradale, dalle 19 di ieri alle 7 di venerdì 9 febbraio; in autostrada, dalle 22 di ieri notte, alle 22 di giovedì 8 febbraio. In Sicilia tutto è stato anticipato, da lunedì sera, fino alle 24 di giovedì: risultato, adesione del 92%, con punte del 96%. E, se di fronte a qualche distributore non c`erano veicoli in attesa, probabilmente era dovuto all`esaurimento del carburante, volatilizzato già nel primo pomeriggio in oltre il 50% degli impianti, come successo a Roma, Torino, Milano. CONTRO IL DECRETO Nu meri imponenti, a favore dei gestori, pesantemente scottati dalla “lenzuolata“ di Bersani: con il decreto sulle liberazioni del 25 gennaio, è stato abolito il limite alla dislocazione di distributori sul territorio, permettendo la vendita di carburanti anche a super e ipermercati. Un incentivo alla concorrenza per abbassare il prezzo della benzina e non colpire piccole aziende e famiglie, aveva ripetuto ieri Rutelli. “Un atto gravissimo invece, per la nota congiunta dei gestori sul sito della Faib, Federazione autonoma italiana benzinai – che spinge il Paese allo scontro“. Una rottura netta, “sanabile solo dall`intervento diretto di Palazzo Chigi“, dicono le associazioni di categoria, bypassando l`ormai inviso ministro dello Sviluppo. Se non ci saranno le risposte dovute, “siamo pronti a farlo di nuovo“, minaccia Luca Squeri, presidente nazionale Figisc-Confcommercio. Già stabilite le date: dal 25 febbraio al 3 marzo, e dal 25 marzo al 3 aprile. DDL PER GLI AMICI I gestori chiedono “il ritiro del ddl, fatto per gli amici del centrosinistra ovvero gli operatori della Grande distribuzione organizzata“. Così si è espresso il segretario generale della Fegica-Cisl, Roberto Di Vincenzo. “Operatori come Conad, Coop, Auchan e Carrefour – continua – saranno i soli a raccogliere i frutti di questa deregulation. La Gdo rivende la benzina che acquista dalle compagnie con oltre 150 euro ogni mille litri di sconto rispetto al prezzo raccomandato: ai gestori ne sono riservati solo 35“. Forse, teme Di Vincenzo, “finito lo sciopero i prezzi potrebbero salire, per mostrare ai consumatori i veri effetti del decreto: l`unico modo per andare avanti, dato che i carburanti sono il nostro solo sostentamento“. REAZIONI Nonostante una denuncia del Codacons per prezzi stranamente “gonfiati“ proprio in questa occasione, presso alcuni rivenditori, i benzinai incassano la “solidarietà“ di Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl, mentre Riccardo Villari, responsabile riforme della Margherita, sottolinea che “paradossalmente, questa agitazione chiarisce i benefici del pacchetto liberalizzazioni“. Adusbef e Federconsumatori vanno oltre, non condividendo “la serrata, una drammatizzazione eccessiva che comporterà forti disagi. La possibilità di vendere i carburanti nella Gdo può comportare risparmi consistenti pari a 9 centesimi per litro e, quindi, ad oltre 100 euro solo per costi diretti. Quello che si prospetta nel nostro Paese è un processo di innovazione già sperimentato in molti Stati europei, come Francia e Germania“. Un esempio pregnante, sembrerebbe. Eppure, in Francia, nel 1980 c`erano 41.150 distributori: quell`anno, entrò in vigore una legge simile alla Bersani, con l`esito che oggi si sono ridotti a 13.500 (-75%). Chiaro, adesso, perché i benzinai sono sul piede di guerra? GLI ORARI I benzinai hanno annunciato lo sciopero per oggi e domani, 7 e 8 febbraio. Ma se si tiene conto dell`orario in cui i distributori aprono e chiudono ogni giorno, si può dire che l`agitazione è iniziata ieri sera alle 19 e si concluderà venerdì 9 febbraio alle 7 del mattino. In Sicilia il fermo di due giorni è partito lunedì sera alle 19 IN SERVIZIO Deve essere assicurato sulla rete autostradale il funzionamento di una stazione di servizio ogni 100 chilometri mentre per la rete stradale, dovrà essere mantenuto in servizio un numero di stazioni di rifornimento non inferiore al 50% degli esercizi aperti nei giorni festivi“
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