VINO: TRUCIOLI; COLDIRETTI,NUOVO DECRETO CHE ESTENDA DIVIETO
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 16 gen – “Venga al più presto emanato un
nuovo decreto che estenda il divieto dell`uso dei trucioli,
attivi un adeguato sistema di controlli e possa così fugare le
preoccupazioni del ministero delle Politiche Agricole sugli
effetti dell`accoglimento da parte del Tar del ricorso contro
l`autorizzazione data con decreto ministeriale all`uso della
segatura di legno per invecchiare il vino nel 70% della
produzione nazionale“. E` quanto auspica Coldiretti che ha
presentato il ricorso insieme a Città del Vino,
Federconsumatori, Codacons, Adusbef, Adoc, Slow-food Italia,
Legambiente e alcuni produttori titolari del riconoscimento di
denominazioni di origine controllata.
Obiettivo dell`iniziativa, precisa l`organizzazione agricola,
“tutelare le produzioni agroalimentari nazionali di qualità,
che costituiscono un patrimonio irrinunciabile per il nostro
paese, ed i consumatori che verrebbero a trovarsi di fronte ad
un prodotto artificiale senza una adeguata informazione.
chiaro peraltro – sottolinea la Coldiretti – che l`accoglimento
del ricorso avrebbe come conseguenza non quella di ritenere
legittimo l`impiego dei trucioli nei vini Doc e Docg bensì
quella di ottenere la riscrittura delle regole sulle pratiche e
i trattamenti enologici autorizzati“
L`Italia che ora rappresenta circa il 25% delle esportazioni
mondiali e ha conquistato negli Usa il primato delle vendite,
“deve scegliere senza indugio – afferma Coldiretti – la strada
della qualità e della trasparenza senza cedere alle tentazioni
di una concorrenza fondata sulla bassa qualità che non
valorizza le potenzialità del territorio nazionale. Una
necessità per non compromettere il successo fatto registrare
dal vino Made in Italy che nel 2006 ha realizzato un boom dell`
6,4% nel valore delle esportazioni che dimostra – afferma la
Coldiretti – la presenza di nuove e rilevanti opportunità di
crescita del vino Made in Italy anche grazie alle garanzie sul
divieto dell`utilizzo dei trucioli“.
Tra i motivi del ricorso si evidenziano, a giudizio di
Coldiretti, “una incompetenza ministeriale in quanto il
provvedimento ministeriale doveva essere preceduto dal parere
delle Regioni e del Comitato Nazionale per la Tutela e
Valorizzazione delle Denominazioni di Origine e delle
indicazioni geografiche tipiche dei vini, ma anche – conclude la
Coldiretti – una violazione del giusto procedimento e un eccesso
di potere, ovvero le diverse categorie interessate (consumatori,
imprese agricole ecc.) non sono state consultate“.(ANSA).
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