11 Gennaio 2007

Ricariche ?pulite?, si muove l?Authority

Ricariche ?pulite?, si muove l?Authority



Dopo l?ultimatum di Bersani l?Autorità vara le sue proposte. Decisione a febbraio



ROMA La ricarica ?pulita? per i telefonini non è ancora cosa di domani, ma è ora decisamente più vicina. Dopo l?ultimatum lanciato ieri l?altro dal ministro allo Sviluppo Pierluigi Bersani contro la quota pagata dal consumatore per generici costi ai gestori, e che fa sì che «una ricarica da 10 euro – aveva rimarcato Bersani – ne contenga solo 8 di telefonate», sono arrivate in serie prima la precisazione dello stesso ministro secondo cui il governo sarebbe certo intervenuto, se nulla fosse accaduto, ma avrebbe lasciato la prima mossa all?Authority di settore. E poi, a ruota, proprio sul sito Internet dell?Autorità per le comunicazioni è comparso il testo che avvia l?iter per cambiare le cose. L?Authority ha cioè, come prevedono le regole, reso pubblica la proposta conseguente alla sua inchiesta sulla vicenda. Ora, secondo la procedura, gestori e associazioni dei consumatori hanno 30 giorni di tempo per esprimere pareri. Il primo consiglio utile per una decisione da parte dell?Autorità è dunque quello del 15 febbraio prossimo.
L?Autorithy sottopone intanto all?esame delle parti tre ipotesi. O, meglio, due più una. La prima, che ricalca di fatto la sostanza dell?intervemto di Bersani, prevede l`abolizione diretta della voce ?estranea?, quella dei costi. Il prezzo facciale della ricarica, cioè, dovrebbe alla fine corrispondere al suo contenuto in telefonate. La seconda posibilità è che la voce costi resti, ma diventi strettamente proporzionata a quelli reali del servizio, senza alcun guadagno supplementare (ora ampio e, per così dire, incontrollato) per i gestori. L?ipotesi ulteriore (che alcuni già pronosticano peraltro come quella dall?esito più probabile) prevede la coesistenza temporanea sul mercato (per un anno almeno) delle due possibilità, prezzo ?netto? e costi riportati al reale, per poi arrivare a una scelta definitiva.
«L`Autorità ha realizzato un?indagine conoscitiva – aveva spiegato poco prima Bersani – e credo sia imminente la pronuncia. Il governo è pronto a muoversi nel caso in cui la stessa Autorità non intervenisse per cambiare la situazione attuale». E il ministro aveva precisato che in quel caso non ci sarebbe stato comunque decreto, ma un disegno di legge «seguendo così il percorso parlamentare. Il cittadino – aveva concluso Bersani – deve pagare per il traffico che consuma. Vogliamo più trasparenza».
Un coro di commenti favorevoli ha salutato la ?spinta? di Bersani e quanto l?ha seguita. «Ai cittadini sarà resa giustizia quanto prima di un inutile e iniquo balzello quale è il costo fisso di ricarica», ha detto ad esempio il presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni di Montecitorio Michele Meta. Mentre per Gianni Pittella, presidente della delegazione italiana nel Pse, quella che governo ed Authority si apprestano a correggere è «un`anomalia tutta italiana», senza analogie in Europa. Positive anche le valutazioni delle associazioni dei consumatori. Ma il Codacons chiede al governo «di far restituire dai gestori ai consumatori le somme indebitamente percepite negli ultimi tre anni tramite i costi di ricarica dei cellulari, pari a oltre 5 miliardi».

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