Benzina e diesel, scattano i primi ribassi
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fonte:
- L`Unione Sarda
L`accusa dei consumatori: prezzi troppo alti rispetto al petrolio La caduta libera dei prezzi del petrolio, scesi ieri al minimo da oltre un anno e mezzo, comincia a trovare riscontro anche nei distributori di carburante, dopo due mesi di immobilità. La prima compagnia a tagliare i prezzi di verde e gasolio è la Erg che da oggi, limerà il costo della benzina di 0,006 euro (a 1,226 euro) e quello del diesel di 0,007 euro al litro (a 1,124 euro al litro). Il petrolioIl costo del greggio è arrivato ieri a New York ad un minimo di 54,90 dollari al barile, prezzo mai toccato dal 14 giugno 2005. Ed anche il Brent è sceso a 54,50 dollari, il livello più basso dalla fine di novembre 2005. In tre giorni le quotazioni dell`oro nero hanno così perso circa 6 dollari, sgonfiate soprattutto dal calo della domanda negli Stati Uniti, dove le temperature quest`inverno sono state, fino ad ora, molto più miti del normale. L`obiettivo perseguito dall`Opec di mantenere i prezzi sui 60 dollari è così rapidamente sfumato, al punto che alcuni membri dell`organizzazione, come il Qatar, non escludono la possibilità di anticipare il prossimo vertice previsto a Vienna il 15 marzo per decidere di un eventuale nuovo taglio della produzione. L`accusaÈ polemica tra consumatori e gestori. I primi alzano la voce accusando le compagnie petrolifere di non aver adeguato al ribasso i listini della benzina. “Con il petrolio sotto i 56 dollari e con l`euro rivalutato sul dollaro a 1,30-1,31“, sostiene Federconsumatori, “il prezzo della benzina dovrebbe scendere a 1,15-1,16 euro al litro“. E invece, tranne il ritocco della Erg in vigore da oggi, tutti gli altri marchi rimangono oggi sopra a 1,23 euro. Va all`attacco anche il Codacons, che denuncia come l`Italia sia ai più alti livelli in Europa per il costo dei carburanti, mentre l`Adiconsum chiede al governo che “il prossimo decreto sulle liberalizzazioni preveda un sistema di aggiornamento dei prezzi dei carburanti, non più giornaliero, ma periodico, e chiede all`Antitrust di verificare il grado di concorrenza tra le compagnie petrolifere“. La replicaSecca la replica dei benzinai della Figisc Confcommercio, che accusano i consumatori di “terrorismo e disinformazione“. “È evidente che non può esservi rispondenza aritmetica tra quotazioni internazionali del greggio e prezzo finale, che corrisponde al 30% del prezzo alla pompa. Il 60% è costituito da imposte e il 10% dai costi di sistema distributivo e di ricarico“.
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