6 Gennaio 2007

La caduta libera dei prezzi del petrolio

Roma. La caduta libera dei prezzi del petrolio, scesi ieri al minimo da oltre un anno e mezzo, comincia a farsi vedere ai distributori di benzina, dove i listini sono rimasti praticamente congelati per circa due mesi. La prima compagnia a tagliare i prezzi di verde e gasolio è la Erg che da domani, in coincidenza con il controesodo della Befana, limerà il costo della benzina di 0,006 euro (a 1,226 euro) e quello del diesel di 0,007 euro al litro (a 1,124 euro al litro). Il primo intervento dopo due mesi di immobilità. Per tutto novembre e dicembre le compagnie petrolifere non hanno infatti praticamente messo mano ai prezzi, rimasti sopra 1,23 euro nonostante il petrolio abbia solo sporadicamente superato la soglia dei 60 dollari al barile. Il calo ininterrotto delle quotazioni del petrolio degli ultimi giorni ha però evidentemente convinto almeno una compagnia a rivedere al ribasso i prezzi. Il corso del greggio è arrivato infatti ieri a New York ad un minimo di 54,90 dollari al barile, un prezzo mai toccato dal 14 giugno 2005. Ed anche il Brent è sceso a 54,50 dollari, il livello più basso dalla fine di novembre 2005. In tre giorni le quotazioni dell`oro nero hanno così perso circa 6 dollari, sgonfiate soprattutto dal calo della domanda negli Stati Uniti, dove le temperature quest`inverno sono state, fino ad ora, molto più miti del normale. Secondo i meteorologi di Weather Derivatives, la domanda di combustibili da riscaldamento nel nordest degli Usa dovrebbe addirittura essere da qui a metà mese del 40% inferiore rispetto agli standard invernali. L`obiettivo perseguito dall`Opec di mantenere i prezzi sui 60 dollari è così rapidamente sfumato, al punto che alcuni membri dell`organizzazione, come il Qatar, non escludono la possibilità di anticipare il prossimo vertice previsto a Vienna il 15 marzo per decidere di un eventuale nuovo taglio della produzione. Di fronte al calo dei prezzi, si scatena intanto però la polemica tra consumatori e gestori. I primi alzano la voce accusando le compagnie petrolifere di non aver adeguato al ribasso i listini della benzina. “Con il petrolio sotto i 56 dollari e con l`euro rivalutato sul dollaro a 1,30-1,31 – afferma la Federconsumatori – il prezzo della benzina dovrebbe scendere a 1,15-1,16 euro al litro“. E invece, tranne il ritocco della Erg in vigore da oggi, tutti gli altri marchi sono rimasti fino a ieri sopra a 1,23 euro. Va all`attacco anche il Codacons che denuncia come l`Italia sia ai più alti livelli in Europa per il costo dei carburanti, mentre l`Adiconsum chiede al governo che “il prossimo decreto sulle liberalizzazioni preveda un sistema di aggiornamento dei prezzi dei carburanti, non più giornaliero, ma periodico, e chiede all`Antitrust di verificare il grado di concorrenza tra le compagnie petrolifere“. Secca la replica dei benzinai della Figisc Confcommercio, che accusano i consumatori di “terrorismo e disinformazione“. “È evidente – afferma la federazione – che non può esservi rispondenza aritmetica tra quotazioni internazionali del greggio e prezzo finale, considerando che questo elemento corrisponde al 30% del prezzo alla pompa, il 60% è costituito da imposte e il 10% dai costi di sistema distributivo e di ricarico“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this