BENZINA:GREGGIO IN CADUTA LIBERA,ARRIVANO PRIMI RIBASSI
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fonte:
- Ansa
CONSUMATORI ATTACCANO COMPAGNIE; REPLICA GESTORI,DISINFORMAZIONE
(ANSA) – ROMA, 5 gen – La caduta libera dei prezzi del
petrolio, scesi oggi al minimo da oltre un anno e mezzo,
comincia a farsi vedere ai distributori di benzina, dove i
listini sono rimasti praticamente congelati per circa due mesi.
La prima compagnia a tagliare i prezzi di verde e gasolio è la
Erg che da domani, in coincidenza con il controesodo della
Befana, limerà il costo della benzina di 0,006 euro (a 1,226
euro) e quello del diesel di 0,007 euro al litro (a 1,124 euro
al litro).
Il primo intervento dopo due mesi di immobilità. Per tutto
novembre e dicembre le compagnie petrolifere non hanno infatti
praticamente messo mano ai prezzi, rimasti sopra 1,23 euro
nonostante il petrolio abbia solo sporadicamente superato la
soglia dei 60 dollari al barile. Il calo ininterrotto delle
quotazioni del petrolio degli ultimi giorni ha però
evidentemente convinto almeno una compagnia a rivedere al
ribasso i prezzi.
Il corso del greggio è arrivato infatti oggi a New York ad
un minimo di 54,90 dollari al barile, un prezzo mai toccato dal
14 giugno 2005. Ed anche il Brent è sceso a 54,50 dollari, il
livello più basso dalla fine di novembre 2005. In tre giorni le
quotazioni dell`oro nero hanno così perso circa 6 dollari,
sgonfiate soprattutto dal calo della domanda negli Stati Uniti,
dove le temperature quest`inverno sono state, fino ad ora, molto
più miti del normale. Secondo i meteorologi di Weather
Derivatives, la domanda di combustibili da riscaldamento nel
nordest degli Usa dovrebbe addirittura essere da qui a metà
mese del 40% inferiore rispetto agli standard invernali.
L`obiettivo perseguito dall`Opec di mantenere i prezzi sui 60
dollari è così rapidamente sfumato, al punto che alcuni membri
dell`organizzazione, come il Qatar, non escludono la
possibilità di anticipare il prossimo vertice previsto a Vienna
il 15 marzo per decidere di un eventuale nuovo taglio della
produzione.
Di fronte al calo dei prezzi, si scatena intanto però la
polemica tra consumatori e gestori. I primi alzano la voce
accusando le compagnie petrolifere di non aver adeguato al
ribasso i listini della benzina. “Con il petrolio sotto i 56
dollari e con l`euro rivalutato sul dollaro a 1,30-1,31 –
afferma la Federconsumatori – il prezzo della benzina dovrebbe
scendere a 1,15-1,16 euro al litro“. E invece, tranne il
ritocco della Erg in vigore da domani, tutti gli altri marchi
rimangono oggi sopra a 1,23 euro. Va all`attacco anche il
Codacons che denuncia come l`Italia sia ai più alti livelli in
Europa per il costo dei carburanti, mentre l`Adiconsum chiede al
governo che “il prossimo decreto sulle liberalizzazioni preveda
un sistema di aggiornamento dei prezzi dei carburanti, non più
giornaliero, ma periodico, e chiede all`Antitrust di verificare
il grado di concorrenza tra le compagnie petrolifere“.
Secca la replica dei benzinai della Figisc Confcommercio, che
accusano i consumatori di “terrorismo e disinformazione“. “E`
evidente – afferma la federazione – che non può esservi
rispondenza aritmetica tra quotazioni internazionali del greggio
e prezzo finale, considerando che questo elemento corrisponde al
30% del prezzo alla pompa, il 60% è costituito da imposte e il
10% dai costi di sistema distributivo e di ricarico“. (ANSA).
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