14 Dicembre 2006

INTERNET Il Codacons veneto denuncia i messaggi a luci rosse

Venezia Molestia sessuale per via telematica, violazione della privacy, violazione delle norme a tutela dei minori e istigazione all`incesto sono i reati ipotizzati nell`esposto-denuncia che il presidente del Codacons veneto, Franco Conte, ha inviato alla Polizia postale. “Riteniamo oramai superato ogni limite di sopportazione e di decoro – scrive il presidente regionale del Codacons – Pur essendo il sito del Comune(dove Conte è consigliere comunale a Venezia ndr) attrezzato a selezionare messaggi inopportuni continuano a pervenire messaggi squallidi e lesivi del “comune senso del pudore“. Si chiede pertanto di indagare sulla provenienza onde individuare i responsabili“.“Procediamo a presentare esposto alla autorità giudiziaria perché accerti se i messaggi dei quali alleghiamo fotocopia di “stampa“ rappresentino: molestia sessuale per via telematica (660 c.p.), violazione della privacy, violazione delle norme a tutela dei minori e istigazione all`incesto (art. 564 c.p.) molestia sessuale per via telematica (660 c.p.), violazione della privacy, violazione delle norme a tutela dei minori e istigazione all`incesto (art. 564 c.p.) – prosegue l`avv. Conte – Dati i necessari tempi dell`azione della Procura vi sollecitiamo a intervenire con tempestività perché il disagio per adulti e minori è grave e per quanto attiene all`infanzia si arrecano danni irreversibili“. “Ci rendiamo conto delle difficoltà di intervenire con efficacia in tali vicende, ma i dati confermano la invadenza e la nocività di taluni operatori che vanno appunto individuati e messi di fronte alle loro responsabilità – conclude il presidente del Codacons – Credo al riguardo che vada anche esaminata l`ipotesi del concorso nel reato da parte di gestori che assicurano linee dedicate a palesi messaggi offensivi del decoro e del pudore essendo l`accessibilità ai messaggi stessi aperta a ogni strato di età o di adulto con patologie. La recente attenzione dei media a fenomeni di “porno-telefonia“ tra minori non può non essere riconducibile al dilagare di oscenità che finiscono per rappresentare un modello imitativo“.

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