Aumento del canone, Telecom fa dietrofront
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fonte:
- la Repubblica
Aumento del canone, Telecom fa dietrofront
ROMA – Piccolo sospiro di sollievo per le famiglie italiane. Telecom fa dietrofront e rinuncia (almeno per ora) ad aumentare il canone. L`aumento sarebbe scattato dal primo gennaio e avrebbe portato il canone a 29,6 euro per bimestre, con un ritocco dell`1,57%. La frenata di Telecom si spiega con i forti dubbi che i tecnici della Autorità per le Comunicazioni hanno manifestato sull`operazione. A preoccupare l`Autorità non sono tanto gli effetti dell`aumento sulle tasche delle famiglie (che avrebbero pagato appena 23 centesimi in più al mese). I tecnici criticano, semmai, l`impatto della strategia di Telecom sulle società telefoniche concorrenti. Le norme attuali dicono che Telecom può aumentare il canone, ma ad una condizione. Il ritocco del canone deve coincidere con il taglio di altre tariffe, per non bastonare gli italiani. Anche stavolta, nella sua proposta, Telecom ha dichiarato di rispettare questa regola. Ha annunciato il ritocco del canone, certo, ma anche la contemporanea riduzione di alcune tariffe una tantum. Tre esempi. La famiglia decisa ad allacciare una nuova linea avrebbe pagato un contributo di 80 euro (invece di 200). La famiglia che trasloca avrebbe pagato 60 euro (invece di 100) per portarsi dietro il proprio numero. E ancora: la famiglia che ha lasciato Telecom per un`altra società telefonica, e che ora pentita vuole tornare con Telecom, avrebbe pagato 80 euro per il riallaccio della linea (invece di 200). Questo meccanismo a due facce – con il canone che aumenta e le tariffe una tantum che diminuiscono – non ha convinto l`Autorità. La totalità degli abbonati avrebbe sopportato l`aumento del canone. Inclusi gli abbonati che abitano in piccoli centri, dove magari sono obbligati a stare con Telecom perché non arrivano società alternative. Altre famiglie, è vero, avrebbero beneficiato di uno sconto sulle tariffe una tantum. Ma lo sconto sarebbe arrivato a patto di scegliere Telecom (come primo abbonamento, come primo allaccio); o a patto di ritornare in Telecom abbandonando un altro operatore telefonico. Proprio per questo, la dinamica rischiava di violare la concorrenza. In questo quadro si è mosso il presidente dell`Autorità Corrado Calabrò. Ai vertici di Telecom, “ambasciatori“ dell`Autorità hanno illustrato i rischi della situazione. Se la società telefonica avesse insistito nella proposta, l`Autorità avrebbe formalizzato il suo stop innestando così un grave contrasto. Molto più saggio sarebbe stato accantonare la proposta ed eventualmente riproporla, corretta. A quel punto, il presidente di Telecom Guido Rossi ha fatto il “bel gesto“. Ha ordinato il dietrofront, anche in omaggio alle aspettative delle associazioni dei consumatori. Associazioni che adesso esultano, ma chiedono di più. L`Adusbef: “Il canone è una gabella da eliminare del tutto“. Cittadinanza Attiva: “Occhio alle offerte natalizie di tutti gli operatori“. Il Codacons, infine: “Serve più concorrenza“.
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