23 Novembre 2006

Blitz nei bar, Codacons sotto inchiesta

Indagato dalla Procura il responsabile provinciale Pierluigi Chiarla, convocato per domattina in Procura con il legale Vitto Claut
Blitz nei bar, Codacons sotto inchiesta



Listini-bar, che passione. Anzi, che denuncia. Non è piaciuta la sortita del Codacons che in agosto era andato in giro nei bar di Udine a bacchettare gli esercenti per la presunta, mancata osservanza della legge regionale 5 dicembre 2005 numero 29. Che obbliga le attività a esporre il menu tariffario dentro il locale, a depositarlo in maniera stabile sui tavolini o, in alternativa, a consegnarlo nelle mani del cliente non appena questo si accomoda. Il bar Otellio, in piazza San Giacomo, che sarebbe stato colto in `fallo` dal Codacons per una serie di presunte irregolarità, ha denunciato l`associazione a difesa dei consumatori che, adesso, si trova fra i piedi un “piccolo“ guaio. “Ma quale guaio!“, dice serafico il presidente regionale, l`avvocato Vito Claut che, per nulla toccato dal pezzo di carta, dichiara: “Dobbiamo rispondere di qualcosa che non abbiamo commesso, quindi dove sta il problema?“. Nessun problema, a sentire l`associazione, visto che la legge darebbe ragione al Codacons. L`interrogatorio in Procura è fissato per domattina, quando si presenterà, in qualità di responsabile provinciale, Pierluigi Chiarla (fu lui il “controllore“) che farà anche i nomi dei testimoni che hanno assistito ai fatti da Otellio.“O c`è o non c`è il listino“, ribadisce l`avvocato Claut. Non è possibile inserire soltanto qualche prodotto. E la norma parla chiaro. Pubblicata nel Bollettino ufficiale il 9 dicembre 2005 ed entrata in vigore il primo gennaio 2006, la legge regolamenta, all`articolo 78, il comportamento degli esercizi pubblici e dei luoghi aperti al pubblico: obbligatorio esporre all`interno e all`esterno del locale l`elenco dei prezzi di tutti, e si sottolinea tutti, i prodotti che il gestore vende. Inoltre essa prevede che, qualora sia effettuato il servizio al tavolo, il listino-prezzi debba essere messo a disposizione dei clienti, prima dell`ordinazione, e debba inoltre indicare il costo del servizio e ogni altra eventuale somma aggiuntiva. Il Codacons aveva rilevato in agosto non poche inadempienze: secondo questa organizzazione, nel bar udinese in questione i listini non sarebbero stati posti sui tavolini esterni, mentre su una lavagna sarebbero stati elencati soltanto alcuni prodotti e all`interno – sempre secondo il Codacons – sarebbero stati esposti soltanto i prezzi di alcuni vini e basta. Al capitolo `cortesia`, poi, il Codacons aveva criticato il livello di “accoglienza“. Tre mesi fa il Codacons diede inizio a una battaglia “per smuovere, aggiunge Claut, le istituzioni a effettuare controlli e, soprattutto, a sanzionare le violazioni di legge. L`iniziativa non aveva alcuno scopo di valutare i prezzi troppo alti praticati da alcuni bar – prosegue l`avvocato -: non eravamo interessati a mettere a nudo gli esercizi più o meno virtuosi, del resto viviamo in un libero mercato e ognuno fissa i prezzi che vuole, purché il cittadino sia messo nelle condizioni di poter scegliere, listino alla mano, dove vuole restare a consumare o dove invece ritiene non conveniente consumare“.Dopo la campagna informativa dell`associazione non poche attività udinesi si sono adeguate alla normativa, in nome della trasparenza. Ma ora la parola alla Procura.

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