Blitz nei bar, Codacons sotto inchiesta
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fonte:
- Il Gazzettino
Blitz nei bar, Codacons sotto inchiesta
Listini-bar, che passione. Anzi, che denuncia. Non è piaciuta la sortita del Codacons che in agosto era andato in giro nei bar di Udine a bacchettare gli esercenti per la presunta, mancata osservanza della legge regionale 5 dicembre 2005 numero 29. Che obbliga le attività a esporre il menu tariffario dentro il locale, a depositarlo in maniera stabile sui tavolini o, in alternativa, a consegnarlo nelle mani del cliente non appena questo si accomoda. Il bar Otellio, in piazza San Giacomo, che sarebbe stato colto in `fallo` dal Codacons per una serie di presunte irregolarità, ha denunciato l`associazione a difesa dei consumatori che, adesso, si trova fra i piedi un “piccolo“ guaio. “Ma quale guaio!“, dice serafico il presidente regionale, l`avvocato Vito Claut che, per nulla toccato dal pezzo di carta, dichiara: “Dobbiamo rispondere di qualcosa che non abbiamo commesso, quindi dove sta il problema?“. Nessun problema, a sentire l`associazione, visto che la legge darebbe ragione al Codacons. L`interrogatorio in Procura è fissato per domattina, quando si presenterà, in qualità di responsabile provinciale, Pierluigi Chiarla (fu lui il “controllore“) che farà anche i nomi dei testimoni che hanno assistito ai fatti da Otellio.“O c`è o non c`è il listino“, ribadisce l`avvocato Claut. Non è possibile inserire soltanto qualche prodotto. E la norma parla chiaro. Pubblicata nel Bollettino ufficiale il 9 dicembre 2005 ed entrata in vigore il primo gennaio 2006, la legge regolamenta, all`articolo 78, il comportamento degli esercizi pubblici e dei luoghi aperti al pubblico: obbligatorio esporre all`interno e all`esterno del locale l`elenco dei prezzi di tutti, e si sottolinea tutti, i prodotti che il gestore vende. Inoltre essa prevede che, qualora sia effettuato il servizio al tavolo, il listino-prezzi debba essere messo a disposizione dei clienti, prima dell`ordinazione, e debba inoltre indicare il costo del servizio e ogni altra eventuale somma aggiuntiva. Il Codacons aveva rilevato in agosto non poche inadempienze: secondo questa organizzazione, nel bar udinese in questione i listini non sarebbero stati posti sui tavolini esterni, mentre su una lavagna sarebbero stati elencati soltanto alcuni prodotti e all`interno – sempre secondo il Codacons – sarebbero stati esposti soltanto i prezzi di alcuni vini e basta. Al capitolo `cortesia`, poi, il Codacons aveva criticato il livello di “accoglienza“. Tre mesi fa il Codacons diede inizio a una battaglia “per smuovere, aggiunge Claut, le istituzioni a effettuare controlli e, soprattutto, a sanzionare le violazioni di legge. L`iniziativa non aveva alcuno scopo di valutare i prezzi troppo alti praticati da alcuni bar – prosegue l`avvocato -: non eravamo interessati a mettere a nudo gli esercizi più o meno virtuosi, del resto viviamo in un libero mercato e ognuno fissa i prezzi che vuole, purché il cittadino sia messo nelle condizioni di poter scegliere, listino alla mano, dove vuole restare a consumare o dove invece ritiene non conveniente consumare“.Dopo la campagna informativa dell`associazione non poche attività udinesi si sono adeguate alla normativa, in nome della trasparenza. Ma ora la parola alla Procura.
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