Rimborsi fantasma e bollette oscure
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fonte:
- il Tirreno
Si moltiplicano i disagi telefonici La storia della ragazza di Quiesa da due anni in contenzioso non è la sola. I lettori segnalano anche improvvise modifiche delle condizioni contrattuali dalle quali non si torna indietro
VIAREGGIO. Quello di Evelyn Venturi, la studentessa che da 2 anni si scontra con bollette Telecom da capogiro per un Adsl inesistente, è sicuramente un caso eccezionale, per complessità e volume (di euro), nel virtuale repertorio dei disservizi telefonici. Ma le segnalazioni che abbiamo ricevuto in questi giorni da altri utenti di Telecom Italia testimoniano chiaramente che, almeno in Versilia, Evelyn non è sola. Le somme sono, fortunatamente, più contenute rispetto agli oltre 1200 euro imputati alla ragazza di Quiesa. Ma la comparsa di addebiti poco chiari in bolletta e gli snervanti “tira e molla“ con il Servizio clienti (187 o 191, a seconda del tipo di utenza, residenziale o aziendale) si confermano una costante. “Quindici giorni fa – raccontano Lucia Ciarapica e Tiziana Boni, titolari dell`immobiliare “Cosmo“ a Viareggio – abbiamo ricevuto la bolletta di Telecom relativa al sesto bimestre del 2006. Di solito l`importo oscilla fra 350 e 400 euro, 35 dei quali, mediamente, spesi per collegamenti ad Internet attraverso il gestore Tiscali“. Ma il totale imputato all`utenza di via Leonardo da Vinci, questa volta, è di 595,50 euro. Consultando il dettaglio della fattura, le due donne scoprono che alla voce “costo per consumi“ risultano ben 251,20 euro per telefonate “a numeri speciali di altro gestore“. Una voce che, peraltro, non trova riscontro alcuno in nessuna delle precedenti bollette. “Abbiamo chiamato il 191 per avere spiegazioni – continuano – ma senza darci troppo credito l`operatore ha dapprima confermato l`importo della bolletta, aggiungendo poi che avrebbe disattivato i numeri responsabili dell`esubero. Non ha detto altro, né quali fossero questi numeri né il periodo del loro addebito“. Nessuna “dritta“ è stata poi fornita sul da farsi, vale a dire se corrispondere comunque la cifra indicata sulla fattura o meno: “I termini per il pagamento scadono domani – sottolineano Lucia Ciarapica e Tiziana Boni -: non abbiamo ancora saldato il conto, e sinceramente non sappiamo come comportarci“. A tal proposito, le parole di Paolo Giovannetti, referente dell`Adiconsum per Viareggio e la Versilia, suonano come risposta ideale: “La cosa che consigliamo a tutti gli utenti di Telecom – spiega – è leggere, sulle “Pagine Bianche“, la Carta dei servizi e le condizioni generali di abbonamento. Perché qui vengono indicati i diritti dei consumatori, e spesso una maggior consapevolezza aiuta a risolvere velocemente certi problemi o addirittura ad evitarli, perché una responsabilità di fondo, Telecom ce l`ha sempre“. Nella fattispecie, la procedura da seguire è indicata all`articolo 6 del Regolamento: pagamento parziale (eliminando, dal totale riferito in bolletta, l`importo contestato) e reclamo via fax, cui può provvedere anche il singolo utente. Enzo Ferruccio Guicciardi, ottantaquattrenne residente a Pietrasanta, è stato più “fortunato“. Nel senso che ha in sospeso un pagamento di poco superiore a 40 euro, regolarmente effettuato ma di cui aspetta ancora il rimborso, come gli fu promesso a febbraio dall`operatore del 187. “Da mesi il Servizio clienti di Telecom mi contattava telefonicamente – racconta – proponendomi vantaggiose offerte con la linea Adsl di Alice. Una di queste, “Alice Free“, mi fu presentata in versione promozionale, con attivazione gratuita e nessuna spesa per il modem. Tanto che ho accettato“. Il 10 febbraio, a casa Guicciardi, arriva il pacchetto completo di Alice, compreso il cd autoinstallante: inizia la navigazione on-line, ma nella bolletta successiva (del 3 marzo, relativa al bimestre 1º gennaio-28 febbraio) c`è qualcosa che non va. “I 129 euro dell`attivazione di Alice – riferisce Guicciardi – erano stati effettivamente “abbonati“. Ma un`altra voce, “Attivazione Alice Free“, mi addebitava 41,67 euro“. L`operatore del 187, cui Guicciardi si rivolge immediatamente, conferma l`errore, rassicurandolo il cliente che la cifra verrà detratta dall`importo della successiva bolletta. “Siamo a metà novembre – conclude l`utente di Pietrasanta – e sto ancora aspettando l`accredito“. Secondo le associazioni di categoria, principale imputato, in casi come questo, è però l`acquisto attraverso i call-center: “Vengono venduti apparecchi e servizi con scarsa trasparenza sulle condizioni contrattuali – spiega Fabio Coppolella, referente di Federconsumatori per la Versilia -. Una prassi commerciale che induce spesso in equivoco i consumatori“. Anche il Codacons Toscana punta il dito contro i call-center ed il loro ruolo di front-office: “Non c`è più un rapporto diretto e continuo fra operatore e utente – sottolinea la presidente, Silvia Bartolini -: chi risponde non è mai la stessa persona e molto spesso i reclami dei singoli utenti vengono disattesi. Ecco perché, alla fine, il consumatore è costretto a rivolgersi alle associazioni“.
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