Schiaffo a Cardia, la Procura indaga sull`insider Telecom
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I pm romani scavalcano Consob incaricando le Fiamme Gialle di passare al setaccio le transazioni a Piazza Affari nei giorni caldi dello scorporo delle reti La Procura di Roma accelera sull`indagine relativa al riassetto Telecom, avanzando l`ipotesi di insider trading. E dà uno schiaffo alla Consob, incaricando il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di indagare sugli ordini di acquisto e vendita di azioni Telecom e richiedere agli intermediari se ci siano state operazioni, con conseguenti guadagni, da parte di persone con informazioni privilegiate. I pm romani Stefano Rocco Fava e Gustavo De Marinis, coordinati dal procuratore capo Giovanni Ferrara, avevano già richiesto alla Commissione informazioni sulle transazioni dei titoli Consob nei periodi caldi: quelli vicini ai colloqui tra Marco Tronchetti Provera e il premier Romano Prodi (19 luglio e 2 settembre); al comunicato di Palazzo Chigi dell`8 settembre, in cui si smentivano indiscrezioni di stampa su un presunto divieto a cedere Tim; i giorni successivi al cda dell`11 settembre, in cui è stato deliberato lo scorporo della telefonia mobile e della rete fissa; e al 13 settembre, quando il governo ha reso noti i dettagli di trattative tra Telecom e possibili partner industriali, come GE e Time Warner. Alle richieste della Procura, la Consob aveva risposto con una relazione in cui si sottolineava che non erano state riscontrate anomalie sulle operazioni di Borsa relative ai titoli Telecom. I pm della capitale hanno però deciso di passare comunque la palla agli uomini delle Fiamme Gialle. Una mossa che secondo alcuni osservatori risponderebbe a un input di natura politica. La svolta nelle indagini arriva infatti a poco più di 48 ore dall`intervista di Romano Prodi, che al quotidiano spagnolo El Paìs ha dichiarato: “La verità è che nessuno può rimproverarmi niente. Io non sapevo nulla della relazione di Angelo Rovati. Ma anche se lo avessi saputo che importanza aveva? Sono riusciti a dirottare il dibattito sul fatto che io sapessi o meno, se mentivo o dicevo la verità che in fondo è qualcosa senza importanza. Il documento non era per niente ufficiale, ma pazienza, so che alla fine vincerò“. Mentre ieri la Repubblica si chiedeva come mai il premier abbia aspettato tanto a denunciare la gravità di un apparato clandestino a lungo impegnato a spiare e manipolare informazioni. Il fascicolo dei pm romani, aperto a settembre dopo un esposto del Codacons, è tuttora contro ignoti (nonostante il reato di insider sia circoscrivibile per definizione a pochi individui). Resta invece senza reato il fascicolo aperto presso la Procura di Milano dai pm Francesco Greco, Carlo Nocerino e Laura Pedio, nel quale sono stati acquisiti i documenti depositati dal presidente di Telecom, Guido Rossi, compresi i verbali del cda dell`11 e del 15 settembre scorsi.
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