La Procura apre un fascicolo su tutta la vicenda
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
La Cdl insiste: in Aula venga il premier. E Fini: poi si dimetta. L`Unione fa quadrato ma restano malumori
In quello che è ormai diventato il “caso“ Telecom arrivano, previste ma non scontate, le dimissioni del consigliere di Romano Prodi, Angelo Rovati. Un passo indietro che tuttavia non spegne la polemica politica (tra ma anche dentro i poli), mentre c`è pure l`apertura di un`inchiesta da parte della Procura di Roma. Sui mercati il titolo va in altalena per chiudere di poco sotto la parità a 2,2 euro. IL PASSO INDIETRO – Da Pechino Rovati comunica le sue dimissioni. Un passo indietro – dice – per evitare che la vicenda possa danneggiare il premier amico Romano Prodi e il governo. Un lungo colloquio nella notte “con Prodi e con tutti quanti“ porta alla decisione “di rinunciare all`incarico“. Il gesto è la diretta conseguenza di quello “studio Rovati“, il piano sul riassetto di Telecom inviato a Marco Tronchetti Provera su carta intestata di Palazzo Chigi, e delle furiose polemiche che ha scatenato a Roma. La scelta di dimettersi, racconta Rovati, è stata fatta “per svelenire il clima, in modo che il Parlamento possa parlare del problema vero, cioè del sistema della telecomunicazioni in Italia e della principale azienda del settore“. Rovati consegna una lettera a Prodi: “Ritengo doveroso – scrive – rinunciare all`incarico per sgombrare ulteriormente il campo da strumentalizzazioni. Resta il rammarico perché un`iniziativa presa esclusivamente a fini costruttivi e sicuramente condotta in un eccesso di fiducia, è stata travisata al solo scopo di danneggiare te e il tuo governo“. La ragion di Stato, dunque, ma anche le pressioni degli alleati, portano alle dimissioni. Ma qualche sassolino dalla scarpa Rovati se lo toglie, e viene letta come una stilettata a Tronchetti Provera: “Sicuramente c`è stato un eccesso di fiducia nei confronti di una persona che non ha mantenuto l`impegno di fiducia e riservatezza“. LA BUFERA NON CALA – Le dimissioni di Rovati non abbassano il tono dello scontro fra le forze politiche. Mentre la Cdl si appresta a dar battaglia, tutt`altro che soddisfatta dalle indiscrezioni secondo le quali sarà il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni a riferire in Parlamento, probabilmente giovedì, spuntano nella maggioranza, diversi estimatori del “piano Rovati“. “Qualcuno a sinistra sostiene che con le dimissioni di Rovati si chiude il caso politico: troppo comodo, troppo comodo…“, commenta il portavoce di Silvio Berlusconi Paolo Bonaiuti. L`opposizione vuole Prodi in Aula, vuole una commissione d`inchiesta, e vuole dibattere del piano di ristrutturazione della Telecom uscito da Palazzo Chigi e non di generiche prospettive della rete telefonica italiana. Proprio quello che non vuole il premier. L`Unione fa quadrato intorno alla linea scelta (sia il ministro competente a riferire in Aula), ma i “conti“ non sono chiusi e “quando Prodi tornerà in Italia, da parte della maggioranza gli si chiederà quanto meno un po` di collegialità in più nella gestione di vicende di questa portata“, osserva un deputato Ds. A dimostrazione delle fibrillazioni della maggioranza, del resto, contribuisce il fatto che non solo la Cdl compatta, ma anche una parte dell`Ulivo chiede esplicitamente che sia Prodi, e non un suo ministro, a riferire in Parlamento. Lo fa quasi tutta la Rosa nel Pugno, ma fa eco anche il presidente della commissione Bilancio del Senato Enrico Morando (Ds): “L`intervento del premier non è obbligatorio, ma sarebbe meglio…“. Da parte della sinistra radicale (Rifondazione e Pdci) ma non solo, arriva poi un sostegno al piano Rovati. Anche per Paolo Brutti (Ds), “c`è del buono“ nel piano di Rovati, “senz`altro migliore“ di quello di Tronchetti Provera. La critica a Prodi è dunque quella del “metodo“ scelto. Per descriverlo, Gianfranco Fini, mentre invita (come Berlusconi) Prodi alle dimissioni, parla del testo di Rovati come di un “pizzino“ alla mafiosa. Tutta la Cdl, intanto, si prepara a dare battaglia. Fra gli altri, Roberto Castelli (Lega Nord) minaccia l`inattività del Senato se non interverrà Prodi. LA PROCURA – È stato informato correttamente il mercato sullo scorporo di Tim da Telecom? Era ortodosso, in quella forma e in quei tempi, proporre, da parte di un consigliere di palazzo Chigi, all`azienda di telefonia uno schema di riassetto societario? Sono alcuni dei quesiti su cui si fonderebbe l`indagine formalizzata ieri dalla Procura di Roma sulla vicenda Telecom. Il fascicolo, coordinato dallo stesso procuratore della capitale Giovanni Ferrara, è intestato al momento “atti relativi a“, ossia senza ipotesi di reato, né indagati. Il fascicolo, per ora, contiene una denuncia del Codacons e una infinità di ritagli di giornale. Un aspetto decisivo sugli sviluppi dell`inchiesta penale verrà fornito dalle eventuali conclusioni della istruttoria avviata sull`affare Telecom dalla Consob. LA BORSA – Alla prova del mercato dopo il terremoto delle dimissioni di Tronchetti Provera, il titolo, dopo uno scivolone in avvio del 2%, rimbalza a un picco di oltre il 2%. La chiusura è poco sotto la parità (?0,05% a 2,2). Forti gli scambi col 2,21% del capitale passato di mano.
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