19 Settembre 2006

Telecom, si muovono i pm

Telecom, si muovono i pm
Aperta un`inchiesta a Roma. A Milano il pool di Greco pronto a intervenire

ROMA Diventa un`inchiesta penale, il caso-Telecom. La procura di Roma ha aperto ieri un fascicolo, ancora senza nomi né indicazioni di reato, per i cosiddetti “atti relativi“. L`ha confermato il procuratore capo, Giovanni Ferrara, che per il momento segue lui personalmente il caso del riassetto societario di Telecom e non ha ancora delegato l`indagine a nessun sostituto. Nelle stesse ore, a Milano, il pm Francesco Greco, ovvero il magistrato che tradizionalmente segue le inchieste che riguardano il mondo economico, ha prima tenuto una riunione informale con investigatori della Finanza e poi ne ha parlato a lungo con il procuratore capo Manlio Minale. I magistrati milanesi – che hanno controllato: la sede legale di Telecom è stata trasferita nel capoluogo lombardo poco tempo fa per scelta di Marco Tronchetti Provera – sono pronti a entrare anche loro in partita. In fondo, è quanto aveva vaticinato Antonio Di Pietro nei giorni scorsi. E potrebbe accadere presto. Già oggi l`associazione dei consumatori Adusbef presenterà un esposto, sia a Roma che a Milano, perché si indaghi su Telecom e sul ruolo della banca d`affari “Goldman Sachs“. Un`altra associazione di consumatori, il Codacons, aveva presentato un esposto a Roma ipotizzando il reato di aggiotaggio. Quando ha saputo che la procura aveva aperto il fascicolo, ieri, il Codacons ha mostrato tutta la sua “soddisfazione“. L`associazione ha confermato di aver inviato un esposto alla procura già sabato scorso – quello che ha dato probabilmente il via all`apertura del fascicolo – chiedendo alla magistratura di verificare se fossero state rispettate o meno tutte le procedure di comunicazione alla Consob, e “se vi siano stati fenomeni di speculazione, anche personale, legati alla diffusione di notizie relative a Tim e a Telecom“. Irrompono anche i palazzi di giustizia, dunque, nel caso dell`azienda telefonica che ha cambiato presidente nel giro di poche ore, al termine di uno scontro al calor bianco con la presidenza del consiglio. Ma per il momento non si ravvisa alcun reato. Né il fascicolo aperto a Roma contiene indicazioni di altro genere. Ci sono invece tutti gli articoli di stampa usciti in questi giorni e già presi in considerazione dalla procura della Repubblica a cominciare dalla settimana scorsa. Le cose potrebbero cambiare, però, se e quando la Consob farà avere alla magistratura i suoi primi atti. C`è infatti un reato particolarissimo (“Ostacolo alle attività di vigilanza“) che pare fatto su misura per portare nella Capitale le inchieste penali che riguardano il mondo economico. Puntualmente, dagli ambienti della procura romana filtra l`indiscrezione che i magistrati sono in attesa di sapere se da parte dell`ente di controllo, la Consob, siano già state prese iniziative e se nel silenzio tenuto dalla società telefonica non abbiano riconosciuto un ostacolo alla loro attività. Scatterebbe immediatamente il reato. La notizia che le procure entrano in campo ha entusiasmato Francesco Storace (“Che fa Prodi? Non sente il dovere di sgombrare il campo?“), Maurizio Gasparri (“Il governo si è reso responsabile di aggiotaggio influendo con la sua condotta sulla quotazione in Borsa di Telecom“) e Renato Schifani (“Ancora più urgente che Prodi risponda in Parlamento personalmente in merito agli intrighi che emergono giorno dopo giorno su questa scandalosa vicenda“).

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