RISPARMIO: CONSUMATORI, SERVE RIORDINO AUTHORITY
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fonte:
- Ansa
ANCORA TROPPI SQUILIBRI E POSSIBILI VUOTI IN COPERTURA SETTORE
(ANSA) – ROMA, 13 set – E` necessario un riordino delle
Autorità che regolano il settore del risparmio in Italia.
E` questa la richiesta presentata dal Consiglio Nazionale dei
Consumatori e degli Utenti nel corso di un`audizione in
Commissione Finanze del Senato in merito all`indagine
conoscitiva sulla riforma del risparmio.
Le associazioni dei consumatori presenti, Adiconsum, Adoc,
Adusbef, Codacons e Federconsumatori, hanno posto l`accento, con
sfumature diverse, sulla necessità di ripensare il modo con cui
le diverse Autorità svolgono il proprio compito di controllo.
Fra chi chiede la soppressione di alcuni garanti e chi sceglie
un approccio più sfumato, preferendo attendere come si
assestano gli equilibri dopo la riforma, il presidente di
Adusbef, Elio Lannutti, sottolinea come ci sia “ancora troppo
squilibrio. Ad esempio, Banca d`Italia ha 8.000 lavoratori,
l`Antitrust e le altre autorità solo 300 o 400“.
Della stessa idea anche Francesco Avallone di
Federconsumatori: “Serve un`iniziativa del Governo che copra i
buchi della riforma e porti ad un riordino delle Authority“.
Sono proprio i vuoti normativi ciò che preoccupano l`Adoc:
“Ciò che può generare conflitti non è la sovrapposizione
delle competenze fra i garanti, ma la mancata copertura totale
del settore del risparmio“.
Adiconsum preme invece su Banca d`Italia, sottolineando che
sarebbe “necessario“ abbreviare i tempi di trasferimento delle
quote del capitale ai privati, adesso fissate in tre anni, e
chiarire meglio gli ambiti di competenza con l`Antitrust.
Fabio Melchiorre di Adoc punta il dito contro i nuovi criteri
di punibilità del reato di false comunicazioni sociali, in base
ai quali è punibile solo il reato che riguardi più dello 0,1
per mille della popolazione (cioé 57.000 risparmiatori) ed
abbia un valore superiore allo 0,1 per mille del Pil (cioé 1,3
miliardi di euro). Con tali criteri, viene ribadito, gli
scandali Cirio, Finmatica e Giacomelli non sarebbero rientrati
nei nuovi criteri.(ANSA).
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