14 Settembre 2006

RISPARMIO: CONSUMATORI, SERVE RIORDINO AUTHORITY

RISPARMIO: CONSUMATORI, SERVE RIORDINO AUTHORITY




ANCORA TROPPI SQUILIBRI E POSSIBILI VUOTI IN COPERTURA SETTORE









(ANSA) – ROMA, 13 set – E` necessario un riordino delle

Autorità che regolano il settore del risparmio in Italia.

E` questa la richiesta presentata dal Consiglio Nazionale dei

Consumatori e degli Utenti nel corso di un`audizione in

Commissione Finanze del Senato in merito all`indagine

conoscitiva sulla riforma del risparmio.

Le associazioni dei consumatori presenti, Adiconsum, Adoc,

Adusbef, Codacons e Federconsumatori, hanno posto l`accento, con

sfumature diverse, sulla necessità di ripensare il modo con cui

le diverse Autorità svolgono il proprio compito di controllo.

Fra chi chiede la soppressione di alcuni garanti e chi sceglie

un approccio più sfumato, preferendo attendere come si

assestano gli equilibri dopo la riforma, il presidente di

Adusbef, Elio Lannutti, sottolinea come ci sia “ancora troppo

squilibrio. Ad esempio, Banca d`Italia ha 8.000 lavoratori,

l`Antitrust e le altre autorità solo 300 o 400“.

Della stessa idea anche Francesco Avallone di

Federconsumatori: “Serve un`iniziativa del Governo che copra i

buchi della riforma e porti ad un riordino delle Authority“.

Sono proprio i vuoti normativi ciò che preoccupano l`Adoc:

“Ciò che può generare conflitti non è la sovrapposizione

delle competenze fra i garanti, ma la mancata copertura totale

del settore del risparmio“.

Adiconsum preme invece su Banca d`Italia, sottolineando che

sarebbe “necessario“ abbreviare i tempi di trasferimento delle

quote del capitale ai privati, adesso fissate in tre anni, e

chiarire meglio gli ambiti di competenza con l`Antitrust.

Fabio Melchiorre di Adoc punta il dito contro i nuovi criteri

di punibilità del reato di false comunicazioni sociali, in base

ai quali è punibile solo il reato che riguardi più dello 0,1

per mille della popolazione (cioé 57.000 risparmiatori) ed

abbia un valore superiore allo 0,1 per mille del Pil (cioé 1,3

miliardi di euro). Con tali criteri, viene ribadito, gli

scandali Cirio, Finmatica e Giacomelli non sarebbero rientrati

nei nuovi criteri.(ANSA).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this