Non sono bastate sei settimane per smaltire l?invenduto
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fonte:
- Leggo
Non sono bastate sei settimane per smaltire l?invenduto e così, molti negozianti romani, malgrado il termine sia scaduto il 18 agosto, continuano a effettuare saldi. Nelle vie dello shopping, dalle zone intorno a via del Corso e via Cola di Rienzo fino a viale Marconi e al quartiere Africano, lo scenario è lo stesso.
I più timorosi (i saldi, al di fuori del periodo stabilito, sono puniti con multe salate) hanno tolto i cartelli che inneggiavano ai ribassi, non la merce scontata. Molti hanno sostituito al termine ?saldi?, ?Svendita promozionale?, e ?fino a? seguito dalla percentuale di sconto, che, visto il poco tempo rimasto per godere dei capi estivi, raramente scende al di sotto del 50 per cento. I più coraggiosi, o forse, i più smaliziati, confidando nella rarità dei controlli, hanno continuato a ostentare manifesti e scritte con la parolina magica, ?saldi?. La causa dello straordinario prolungamento sarebbe da ricercare negli incassi legati ai saldi leciti. Se Confcommercio parla, infatti, di percentuali
positive, con un +4,5 per cento di vendite rispetto ai mesi precedenti, le associazioni di consumatori gridano al flop. «Rispetto allo scorso anno – per il Codacons – si è verificata una riduzione dei consumi tra il cinque e il dieci per cento». Anche chi si è lasciato sedurre dai ribassi, per le associazioni, è stato ben attento al portafogli, con una spesa media che, a famiglia, non ha superato i 95 euro. Ben lontana dai 260 euro stimati. Su un punto tutti sembrano concordare: il settore più penalizzato è stato quello dell?abbigliamento. Non è un caso, quindi, che proprio i negozi di vestiario, calzature e accessori siano protagonisti dei saldi settembrini.
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