Ad agosto inflazione ferma al 2,2%
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fonte:
- Italia Oggi
Ad agosto inflazione ferma al 2,2%
Al netto dei prodotti energetici la variazione è stata dell`1,6% Costo della vita fermo al 2,2% tendenziale come a luglio ma, seppure meno rapidamente, crescono ancora i prodotti energetici mentre si fanno di nuovo sentire i prodotti alimentari, che, secondo i tecnici dell`Istat, mostrano `pressioni inflazionistiche persistenti` e dopo molti mesi fanno infatti rilevare un aumento annuo superiore alla media. Ma si aggiungono anche tensioni sui costi dei servizi stagionali come campeggi e pacchetti vacanza. Questo, in sintesi, quanto emerge dalla stima preliminare dell`istituto di statistica sui prezzi al consumo di agosto, che segnala un incremento sul mese precedente dello 0,2%.Come accennato, la corsa dei prodotti energetici è meno sostenuta rispetto ai mesi scorsi, ma tali prodotti sono comunque responsabili di oltre un quarto dell`aumento complessivo del costo della vita. Al netto dell`energia, spiegano infatti i tecnici Istat, i prezzi al consumo salgono dell`1,6%. Nel dettaglio c`è un incremento dei prodotti energetici dello 0,6% mensile e del 10,5% annuo, al cui interno la verde (+1,5% congiunturale e +10,4% tendenziale) risulta più `calda` del gasolio (+0,5% e +5,9%).Tra i capitoli di spesa, a livello mensile, gli aumenti di maggiore spessore arrivano da ricreazione, spettacolo e cultura (+0,8%), dai trasporti (+0,4%) e dai prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,3%). Fermi invece i prezzi dell`istruzione, che in genere si scatenano a settembre con la ripresa dell`attività scolastica e in calo le comunicazioni (-0,6%) e le spese per la salute (-0,1%). In questo capitolo, con ogni probabilità, la tendenza alla diminuzione dovrebbe irrobustirsi nei prossimi mesi quando si faranno sentire le vendite a prezzi scontati dei medicinali da banco nelle grandi catene di distribuzione.Su base annua, prosegue l`Istat, l`incremento più sensibile è stato rilevato nell`abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,1%), che risente in particolare dei maggiori costi per elettricità e gas. Seguono le bevande alcoliche e tabacchi (+5,1%) e i trasporti (+3,4%). Al contrario sono in calo le comunicazioni (-4,1%) e le spese per la salute (-0,2%). Un accenno infine ai prezzi dei prodotti alimentari che, come accennato, si stanno lentamente riscaldando. Sempre ad agosto i non lavorati sono cresciuti del 2,1% tendenziale contro il +1,3% di luglio, mentre i lavorati sono cresciuti del 2,3% contro il 2,2% del mese precedente. In particolare si evidenzia l`incremento degli oli e grassi (+13,7% annuo) e del pesce fresco (+5,2% annuo). Intanto la ripresa del consumo di carne di pollo spinge l`aumento di questo prodotto a un +0,7% mensile, ma il dato su base annua resta ancora negativo con un Ð0,5%.Le reazioni. Per il Centro studi di Confcommercio, la stima preliminare sull`andamento dei prezzi al consumo nel mese di agosto indica la sostanziale tenuta dell`inflazione italiana, nonostante il permanere di forte tensioni sui mercati internazionali dei prezzi delle materie prime energetiche. Tensioni che, secondo il Centro studi, continuano a essere attenuate da una evoluzione sostanzialmente contenuta dei prezzi dei beni e di molti servizi di largo e generale consumo.Per quanto riguarda il comportamento delle imprese della distribuzione, che tende ormai da un biennio ad assorbire i maggiori oneri derivanti dagli aumenti dei costi di gestione, trasporto ed energia, si legge in una nota di Confcommercio che esso è legato anche alla necessità di non deprimere ulteriormente una domanda per consumi di beni da parte delle famiglie che stenta a recuperare una certa dinamicità. Andamento, questo, per il Centro studi confermato dagli ultimi dati sulle vendite al dettaglio in sede fissa. L`incremento dell`1,3% (si veda articolo a fianco), ha concluso Confcommercio, sottintende dati quantitativi più contenuti e andamenti articolati tra le diverse tipologie commerciali e aree geografiche, evidenziando elementi di più spiccata difficoltà per le piccole imprese e nelle regioni del sud. Il dato preliminare che vede l`inflazione stagnante ad agosto è visto come illusorio da Codacons. Complice, secondo l`associazione, la chiusura di gran parte degli esercizi commerciali nel mese considerato. `Essendo buona parte dei negozi di piccole dimensioni chiusi nel mese di agosto`, ha affermato il presidente di Codacons Carlo Rienzi, `è ovvio che i prezzi non hanno potuto subire variazioni significative. La vera impennata dei listini si prevede a settembre, quando cioè gli esercizi riapriranno i battenti ritoccando come tutti gli anni i prezzi al rialzo`. Rienzi ha così messo in guardia annunciando `manifestazioni di protesta come lo sciopero della spesa` nel caso si dovessero verificare `ritocchi di prezzi e tariffe`.Sulla stessa scia si colloca la richiesta di Adiconsum, ossia, l`adozione di `provvedimenti per impedire una ripresa dell`inflazione in autunno` con controlli sui prezzi. L`appello è legato al dato sugli hard-discount (+5,1%). Si tratta di una tendenza che, ha sottolineato il segretario generale dell`associazione, Paolo Landi, `conferma il minor potere d`acquisto delle famiglie che ha determinato un contenimento delle spese e un trasferimento verso prodotti e strutture a basso costo`.
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