25 Luglio 2006

COMPETITIVITA`:FARMACIE, ANCORA SCIOPERO;NESSUNA INTESA

COMPETITIVITA`:FARMACIE, ANCORA SCIOPERO;NESSUNA INTESA/ANSA




PER GARANTE PROTESTA IRREGOLARE, GIARETTA ABBASSARE PREZZI








(ANSA) – ROMA, 24 lug – Governo e farmacisti non trovano

intesa e le farmacie resteranno chiuse ancora una volta.

Mercoledì prossimo, 26 luglio, dopo la protesta del 19 luglio,

le serrande resteranno abbassate. La decisione è arrivata dopo

un ora circa di confronto fra il sottosegretario allo sviluppo

Economico Paolo Giaretta e i vertici della Federfarma

(l`associazione che rappresenta le farmacie private in Italia)

sulle possibili modifiche al decreto sulla competitività. Una

decisione arrivata appena pochi minuti dopo una segnalazione da

parte della Commissione di garanzia sugli scioperi: la protesta

é stata definita “irregolare“ per il mancato rispetto del

preavviso“. Una osservazione, ha fatto subito sapere il

presidente della Federfarma, Giorgio Siri, che non fermerà la

protesta: “pagheremo la multa“ ha solo commentato. Ed anche la

Federazione degli ordini dei Farmacisti (Fofi), ha espresso una

forte preoccupazione per il modo in cui è stato condotto il

confronto fra le parti. A questo punto, ha spiegato il

presidente della Fofi, Giacomo Leopardi, “ci sembra evidente il

tentativo di presentare l intera categoria, agli occhi

dell opinione pubblica, come il principale ostacolo a una serie

di benefici per i cittadini. E` il caso di ricordare che i

farmacisti si sono da sempre dichiarati disponibili a discutere

della riduzione dei prezzi dei farmaci in libera vendita,

ovviamente assieme alle altre parti interessate. Ma forse è

anche il caso di ricordare che tanta insistenza sul costo dei

prodotti da banco, che pesano sì e no per 28 euro l anno a

cittadino, si manifesta mentre si spiana la strada

all introduzione di ticket sulle prestazioni ospedaliere, e su

quant altro potrebbe servire a pareggiare il bilancio. Ed è

ulteriore motivo di stupore che sia una coalizione di

centro-sinistra a tutelare consumi marginali e a rendere oneroso

il cuore dell assistenza sanitaria. I ricoveri sono prestazioni

ben più importanti da tutelare rispetto all acquisto di un

analgesico da banco“.

Le posizione fra ministero delle Attività Produttive e

Federfarma “restano divergenti“ ma l`obiettivo, ha spiegato

invece il sottosegretario allo sviluppo Economico, Paolo

Giaretta, dopo l`incontro con i farmacisti, è quello di

abbassare i prezzi dei farmaci. “Federfarma – ha aggiunto

Giaretta – ha infatti ribadito la sua richiesta di eliminare

l`obbligo della presenza del farmacista nei servizi commerciali

e di eliminare la categorie dei farmaci Sop (senza obbligo di

prescrizione) dalla liberalizzazione. E questo si

accompagnerebbe naturalmente all`impossibilità di vendere i

farmaci senza l`obbligo di ricetta medica presso gli esercizi

commerciali, restringendo enormemente la possibilità di un

canale alternativo di distribuzione con effetti positivi sui

prezzi finali al cittadino. Cosa che ci sta a cuore“.

L`obiettivo del ministero, ha aggiunto Giaretta, resta una

maggiore concorrenza per abbassare i prezzi, ed il testo uscito

dalla commissione bilancio del Senato resta quello di

riferimento per il governo.

Dura la replica dei farmacisti: “una inutile farsa“ hanno

commentato. Resta da capire cosa succederà se i farmacisti

sciopereranno anche di fronte ad una osservazione del Garante.

Il timore, ha spiegato il Codacons, è quello che si creino

“precedenti di illegalità impunite“. “Ci auguriamo che i

farmacisti `rinsaviscano` e facciano un passo indietro – afferma

il Presidente Codacons Carlo Rienzi – se ciò non avverrà,

chiederemo formalmente una multa di 10.000 euro in capo a

ciascuna farmacia che il 26 abbasserà le serrande, e una

sanzione di 1 milione di euro per Federfarma“.

L`associazione annuncia inoltre l`intenzione, come avvenuto

per lo sciopero del 19 luglio scorso, di inoltrare esposti per

interruzione di pubblico servizio contro le farmacie ribelli che

verranno segnalate chiuse dai cittadini.



(ANSA).

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