I punti chiave esposti e le reazioni esterne
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fonte:
- i-dome
Agcom ha presentato la propria relazione annuale per riassumere l`attività svolta e i programmi di lavoro per il futuro. E` stato il suo Presidente Corrado Clabrò a dare un apanoramica evidenziando punti di forza e di debolezza nel sistema italiano delle comunicazioni. Dopo aver raccontato la stagione elettorale dal punto di vista dell`autorità garante, il secondo tema affronatato riguarda proprio le reti di comunicazione. Calabrò ne sottolinea l`importanza nello scenario economico mondiale, dove l`industria dei servizi di telecomunicazione l`anno scorso ha avuto un incremento del 4,7%, superando i 900 miliardi di euro. Anche in Italia, nel 2005 la crescita è stata del 4,3% rispetto all`anno precedente, con un mercato ch`è arrivato a superare i 36 miliardi di euro. E in particolare sono i servizi Internet a offrire un risultato davvero positivo con un incremento di quasi il 20%. Diminuzione dei prezzi sui servizi di telefonia dello 0,6%. Una riduzione ottenuta anche grazie alla regolamentazione delle telecomunicazioni. Questo ha portato – afferma Calabrò – anche a uno sviluppo della banda larga superiore a quello della media degli altri Paesi europei, e sebbene l`Italia parta da posizioni di retroguardia in Europa, il tasso di incremento è stato del 187% in due anni. Gli utilizzatori di internet, in Italia, hanno superato i 28 milioni. Oggi il numero di linee si è attestato complessivamente sui 7 milioni, facendo dell`Italia il quarto Paese europeo. Eppure i problemi non mancano e Calabrò denuncia soprattutto la mancanza di un grande disegno di politica industriale che appoggi l`innovazione. “Servono politiche di localizzazione ed incentivi agli investimenti per garantire che il nostro Paese non sia solo un grande mercato di telecomunicazioni ma anche una realtà capace d`integrare tutta la filiera produttiva: tecnologia, prodotti, servizi.“. Ancora troppo grande il digital divide, se infatti la diffusione dell`ADSL raggiunge l`80% della popolazione, esistono squilibri territoriali notevoli. L`Autorità si impegna quindi a far diminuire ancora i costi di accesso alla banda larga che definisce “uno dei principali vettori di progresso di un Paese, un motore che promuove lo sviluppo dell`intero sistema produttivo nazionale. Nel contempo la larga banda costituisce una straordinaria opportunità a beneficio dei cittadini.“. Inaccettabile quindi per il Presidente Agcom il ritardo nella diffusione della tecnologia Wi-Max, “dipendente essenzialmente dal continuo differimento nella messa a disposizione della relativa banda di frequenza da parte dell`attuale detentore. Auspichiamo che il Governo, assecondando l`impegno del Ministro Gentiloni, sblocchi finalmente questa situazione, consentendo l`assegnazione delle frequenze per il Wi-Max.“ Per quanto riguarda il mobile molti gli interventi volti a far scendere le tariffe per il consumatore, attraverso un sistema triennale di controllo dei prezzi di terminazione che tiene conto però delle differenze fra i vari operatori. E ulteriori riduzioni sono previste entro giugno 2008. Calabrò affronta poi un nodo centrale delle telecomunicazioni, una questione che ha suscitato da tempo l`intervento di Associazioni di provider e di consumatori. Il ruolo di Telecom Italia, che conferma la propria “posizione dominante nei mercati delle reti fisse“. Necessaria dunque la separazione tra servizi regolati e non regolati, una separaziono che non influirebbe sull`assetto societario di telecom, ma a livello amministrativo. In nome di una maggiore trasparenza che gioverebbe senza dubbio ai rapporto con gli altri operatori. Calabrò ritendo tale percorso più efficace se condiviso dal soggetto coinvolto, si rivolge quindi a Telecom chiedendo la sua disponibilità in tal senso. Un interento che non ha lasciato indifferenti i molti soggetti che con Agcom hanno avuto a che fare negli ultimi mesi per sottolineare le problematiche irrisolte. Aiip afferma di non poter “non evidenziare alcune lacune del documento illustrato dal Presidente Calabrò“. L`accussa all`Autorità è quella di non saper “porre argini ad un mercato, come quello Internet che, seppur in crescita, registra un continuo processo di concentrazione a favore del monopolista e a scapito di tutti gli altri operatori“. Ma non manca di apprezzare l`assenza di “sconti a Telecom Italia, richiamata ai doveri di trasparenza e non discriminazione“. Accolto con entusiasmo, in attesa che il Governo passi ai fatti, il sollecito al Wi-max e alla riduzione del divario digitale. “Pur tuttavia desta qualche preoccupazione il fatto che nella presentazione del Presidente non si sia fatto alcun riferimento a temi fondamentali quali la Network Neutrality, la Voice over IP o la regolamentazione della IPTV. Su queste tematiche ci si attendeva una maggiore attenzione dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che auspichiamo possa arrivare presto e con sempre migliori risultati per gli utenti attraverso maggior considerazione per gli operatori alternativi.“. Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e il Codacons considerano invece la relazione troppo ottimistica e “specchietto per le allodole“. Il risparmio evidenziato da Calabrò sulla telefonia mobile non tiene conto dei costi collaterali. Se le tariffe diminuiscono, i costi dei servizi, lo scatto alla risposta, i costi di ricarica, ecc. annullanno tale beneficio. In tal senso il Codacons in particolare insiste sul caro SMS, “basti pensare che per i gestori telefonici il costo industriale di un sms è pari a 1 centesimo di euro, sms che agli utenti viene fatto pagare 15 centesimo di euro, ben il 1.400% in più“. Ancor più duro il commento di ADUC che, per voce del suo Vincenzo Donvito, sottolinea che Calabrò non ha proposto “alcun intervento che risolva il nodo centrale che impedisce la liberalizzazione: l`abolizione della posizione dominante di Telecom Italia“. Molti appelli, “ma – afferma l`associazione – é come se si chiedesse al dittatore di non essere più tale, con l`aggravante che il tutto avviene in un ambito che viene chiamato libero mercato.“. Inoltre “Il nodo centrale, la gestione dell`ultimo miglio, rimane inamovibile anche per l`Agcom. Appelli per un accesso piu` semplice, economico e razionale agli operatori concorrenti, ma inamovibile. E quindi nulla potrà cambiare.“ E conclude “Alle timide denunce dell`Autorita` aspettiamo i pronunciamenti e le iniziative dei nostri governanti liberalizzatori. Anche se siamo molto scettici perché l`andazzo a go-go del nostro Governo in materia liberalizzazioni, ha già mostrato essere dominante.“ a cura di Emanuela Pasino.
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