3 Luglio 2006

Taxi in guerra: “No Bersani“

Le liberalizzazioni creano le prime grane al governo. L`11 luglio sciopero dei tassisti

Taxi in guerra: “No Bersani“

An. Sci. La rivoluzione Bersani crea le prime grane al governo dell`Unione: i tassisti sono sul piede di guerra, mentre anche i sindacati dei farmacisti e delle industrie farmaceutiche, come le grandi compagnie di assicurazione, mostrano preoccupazione e criticano le misure decise dal ministro allo Sviluppo economico. I taxi si fermeranno l`11 luglio, per quello che si preannuncia come il primo grande sciopero – almeno mediaticamente, più che sui numeri coinvolti – contro il nuovo governo. E naturalmente l`opposizione soffia sul fuoco: Alleanza nazionale è diventata subito la paladina dei tassisti, e li difende già a spada tratta. L`Udc, al contrario, e isolati esponenti di Forza Italia, come Stefania Prestigiacomo, apprezzano. Prima ancora dell`autunno caldo del pubblico impiego, dunque, ci dobbiamo aspettare un luglio “caldissimo“ di proteste, caduto come un fulmine a ciel sereno con una riforma che il ministro Bersani covava da tempo. Il fronte dei tassisti è certamente il più acceso: già due sere fa, subito dopo la notizia della riforma, e in piena partita Italia-Ucraina, diverse città erano andate improvvisamente in tilt per il combinato dei tassisti in sciopero e i festeggiamenti dei tifosi. Ieri nuovi stop spontanei, ma il culmine della mobilitazione si toccherà l`11, con lo sciopero nazionale. I tassisti si schierano soprattutto contro la possibilità, concessa dal decreto Bersani, di cumulare più licenze su una stessa persona: si lancia un“`industrializzazione“ del servizio, lamentano, e si rischia di avere pochi padroni ricchi e tanti dipendenti malpagati e precari. Oltretutto, crolla il valore delle licenze, comprate a caro prezzo (costano quanto un appartamento di medie dimensioni), vera e propria “liquidazione“ per una categoria che cumula pensioni molto basse. Dall`altro lato, Antitrust e consumatori fanno sapere che l`Italia, con 40 mila taxi, è in coda alle classifiche europee nel rapporto vetture/abitanti. Se il dato peggiore proviene da Firenze con 1,68 autovetture ogni 1000 abitanti, a Roma il rapporto è di 2,1 e a Milano di 1,6 contro i 9,9 di Barcellona, gli 8,3 di Londra, i 3,9 di Praga, i 2,4 di Parigi e i 2 di Berlino. Preoccupati anche i farmacisti, seppure si debbano ancora riunire per fare il punto: martedì la riunione della Federazione nazionale dell`ordine. Il farmacista, in base alla nuove disposizioni, potrà essere titolare di più farmacie, associarsi per gestire più esercizi e non è più tenuto a rispettare il confine territoriale provinciale. Si prevede che, come all`estero, il grosso capitale entrerà presto nel business, scalzando le famiglie, e diluendo il carattere “pubblico“ del servizio. Sull`altro fronte, sono favorevoli alla misura gruppi come Sma-Auchan, Carrefour, Coop, Conad, che si stanno già organizzando per montare le farmacie (limitate solo ad alcuni medicinali) all`interno dei supermercati. Critiche al provvedimento anche dall`Ania, per la riforma delle assicurazioni, e dalla Confcommercio, per la revisione fiscale e la mancanza di concertazione. L`Ania, associazione delle compagnie di assicurazione, critica il punto sul risarcimento diretto e quello sull`agente plurimandatario, ovvero presentatore di più polizze concorrenti. Confcommercio chiede un incontro con il viceministro Visco: i nuovi criteri tributari comportano “un ritorno a vecchi obblighi, come la tenuta dell`elenco clienti e fornitori, e l`introduzione di nuovi, come la trasmissione telematica dei corrispettivi“. Critiche anche le professioni: “La strada intrapresa – afferma il presidente dell`Ordine degli avvocati di Roma – rischia di portare gli avvocati a lottare senza regole e i cittadini ad affidarsi a professionisti con scarsa professionalità e non rispettosi delle regole deontologiche“. Raggianti i consumatori, che parlano del 30 giugno, data dell`annuncio della riforma, come di una “giornata storica“. Codacons chiede al governo di “resistere alle pressioni delle lobbies“. Federconsumatori e Adiconsum sono soddisfatte dell`introduzionde della “class action“, quel meccanismo che permette di associare in un`unica causa i consumatori danneggiati. I futuri casi Cirio e Parmalat, insomma, potrebbero avere un`altra storia.

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