9 Giugno 2006

Confcommercio, ripresa italiana lenta

Confcommercio, ripresa italiana lenta



Roma. Il Centro studi della Confcommercio prevede tassi di crescita dell`1,3% nel 2006 e dell`1,1% nel 2007, ma anche tassi di inflazione del 2,2% e del 2,1%. L`economia italiana è ripartita in ritardo rispetto all`Europa e con un ritmo più lento. Si teme che la manovra correttiva e la revisione della legge Biagi sul lavoro possano ritardare il taglio del «cuneo fiscale». Non c`è tempo da perdere, in un contesto che vede il caro-petrolio, la situazione critica dei conti pubblici, la debolezza della domanda interna. In questo quadro, interventi che abbiano come conseguenza una riduzione del reddito disponibile, attraverso un aumento delle imposte dirette o indirette, avrebbero la sola conseguenza di indebolire il ciclo economico, lasciando irrisolti i problemi della finanza pubblica.
Nel 2006, secondo la Confcommercio, dovrebbero registrare un leggero miglioramento i consumi delle famiglie, dopo una crescita vicina allo zero nell`anno precedente. L`inflazione dovrebbe restare sotto controllo, per il contenimento dei prezzi dei beni di largo consumo, che potrebbe compensare in parte l`incertezza del mercato petrolifero. Previsioni meno ottimistiche per l`occupazione, che dovrebbe crescere di 91 mila unità nel 2006 e di 85 mila nel 2007.
Altri dati del Centro studi di Confcommercio indicano un aumento dei consumi finali interni dello 0,9% nel 2006 e dello 0,8% nel 2007. Gli investimenti fissi lordi dovrebbero salire dell`1,4% e del 2,4% per ciascun anno del biennio.
Le esportazioni avranno tassi più elevati: 2,8% nel 2006 e e 2,6% nel 2007. I dati italiani risultano più bassi a quelli previsti nell`area euro ed anche in confronto a Francia, Germania e Spagna. L`indagine del Centro studi è contestata dal Codacons, secondo cui «senza una sensibile riduzione dei prezzi al dettaglio, i dati di Confcommercio sarebbero una semplice chimera».

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