4 Maggio 2006

BENZINA: ALTRI RINCARI,DOMANI NUOVO RECORD A 1,379 EURO

BENZINA: ALTRI RINCARI,DOMANI NUOVO RECORD A 1,379 EURO/ANSA




CONSUMATORI, QUASI 500 EURO A FAMIGLIA AGGRAVIO DA CARO-GREGGIO









(ANSA) – ROMA, 3 mag – I prezzi della benzina continuano a

volare e mettono a segno nuovi record. Domani, negli impianti

dell`Agip, i carburanti registreranno un nuovo massimo storico

con la verde che salirà a 1,379 euro al litro ed il gasolio che

si porterà sopra quota 1,24 (a 1,243 euro). La compagnia del

gruppo Eni ha infatti comunicato in serata ai propri gestori il

listino di vendita consigliato per i rifornimenti serviti da

domani, indicando un rincaro di 3 centesimi per la benzina e di

2 per il gasolio. E un altra ondata di rialzi – dopo quelli

arrivati nel weekend che hanno fatto segnare nuovi massimi di

1,369 per la benzina e di 1,239 per il diesel – riguarderà

molti dei marchi presenti sulla rete italiana: dalla Esso

(+0,005 euro al litro), alla Shell (+0,008), passando per la

Tamoil (+0,015).

E mentre la Federconsumatori fa i conti del caro-greggio,

stimando in 479 euro a famiglia l`aggravio per l`impennata

dell`oro nero – tra carburanti, bollette della luce e del gas –

da più parti si torna a chiedere un intervento fiscale. Per

attenuare l`impatto sulle tasche degli automobilisti delle

fiammate del barile che, comunque, oggi registra una battuta

d`arresto con le quotazioni che hanno ripiegato a New York nel

pomeriggio sotto i 74 dollari, dopo i dati delle scorte

americane.

Tornando all`incidenza fiscale a rifare i conti sul peso

(circa il 60% del costo finale per gli automobilisti) sui prezzi

dei carburanti è l`Istituto Bruno Leoni che stima in quasi 35

euro la cifra che `brucia` in tasse per ogni pieno da 55 euro di

un`auto a benzina di media cilindrata. L`Istituto che lancia

l`iniziativa `Stop Accise`, chiede così al nuovo Governo “un

immediato intervento sulle accise: le imposte sui carburanti –

afferma – costano agli italiani, in proporzione al reddito, più

che agli altri europei, poiché quelle su un pieno di benzina al

mese per un`auto di media cilindrata equivalgono al 2,65% del

nostro Pil pro capite, contro il 2,25% dei francesi, il 2,33%

dei tedeschi, l`1,79% degli svedesi. Solo i portoghesi –

sostiene l`istituto – pagano più di noi (4,61%)“.

Una stangata che incide anche sulle abitudini degli italiani:

secondo il Codacons infatti la maggior parte degli automobilisti

fa rifornimento per una cifra di 10, 20 euro mentre solo uno su

cinque fa il `pieno` quando si ferma al distributore. “Pesa

fortemente il fattore psicologico, ossia la paura di vedersi il

portafogli svuotato in un sol colpo a causa del pieno“, spiega

l`associazione dei consumatori parlando di “filosofia della

riserva: gli automobilisti, specie i giovani, utilizzando sempre

più spesso i self-service, e raramente superano la metà del

serbatoio“.

Mentre la benzina ha sfondato sulle strade italiane la soglia

psicologia delle 2.650 lire del vecchio conio segnando il record

di 1,369 euro al litro per salire domani a quota 2.670 lire

(1,379 euro) il carburante, in diversi impianti della penisola,

già segna comunque nuovi primati, infrangendo quota 1,4 euro

per litro. In virtù dei differenziali previsti per alcuni tipi

di impianti un pieno di un auto di medio-alta cilindrata vola

così anche ad oltre 70 euro. E, in alcune regioni li supera.

Come in Campania e Molise dove sono in vigore differenziali

decisi dagli Enti locali in seguito al taglio dei trasferimenti

nazionali per la sanità: un incremento dell`accisa che ha

portato prezzi al consumo ad essere più alti di 0,030 euro

rispetto a quelli consigliati dalle compagnie ai propri gestori

nel resto d`Italia.

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