BENZINA: ALTRI RINCARI,DOMANI NUOVO RECORD A 1,379 EURO
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fonte:
- Ansa
CONSUMATORI, QUASI 500 EURO A FAMIGLIA AGGRAVIO DA CARO-GREGGIO
(ANSA) – ROMA, 3 mag – I prezzi della benzina continuano a
volare e mettono a segno nuovi record. Domani, negli impianti
dell`Agip, i carburanti registreranno un nuovo massimo storico
con la verde che salirà a 1,379 euro al litro ed il gasolio che
si porterà sopra quota 1,24 (a 1,243 euro). La compagnia del
gruppo Eni ha infatti comunicato in serata ai propri gestori il
listino di vendita consigliato per i rifornimenti serviti da
domani, indicando un rincaro di 3 centesimi per la benzina e di
2 per il gasolio. E un altra ondata di rialzi – dopo quelli
arrivati nel weekend che hanno fatto segnare nuovi massimi di
1,369 per la benzina e di 1,239 per il diesel – riguarderà
molti dei marchi presenti sulla rete italiana: dalla Esso
(+0,005 euro al litro), alla Shell (+0,008), passando per la
Tamoil (+0,015).
E mentre la Federconsumatori fa i conti del caro-greggio,
stimando in 479 euro a famiglia l`aggravio per l`impennata
dell`oro nero – tra carburanti, bollette della luce e del gas –
da più parti si torna a chiedere un intervento fiscale. Per
attenuare l`impatto sulle tasche degli automobilisti delle
fiammate del barile che, comunque, oggi registra una battuta
d`arresto con le quotazioni che hanno ripiegato a New York nel
pomeriggio sotto i 74 dollari, dopo i dati delle scorte
americane.
Tornando all`incidenza fiscale a rifare i conti sul peso
(circa il 60% del costo finale per gli automobilisti) sui prezzi
dei carburanti è l`Istituto Bruno Leoni che stima in quasi 35
euro la cifra che `brucia` in tasse per ogni pieno da 55 euro di
un`auto a benzina di media cilindrata. L`Istituto che lancia
l`iniziativa `Stop Accise`, chiede così al nuovo Governo “un
immediato intervento sulle accise: le imposte sui carburanti –
afferma – costano agli italiani, in proporzione al reddito, più
che agli altri europei, poiché quelle su un pieno di benzina al
mese per un`auto di media cilindrata equivalgono al 2,65% del
nostro Pil pro capite, contro il 2,25% dei francesi, il 2,33%
dei tedeschi, l`1,79% degli svedesi. Solo i portoghesi –
sostiene l`istituto – pagano più di noi (4,61%)“.
Una stangata che incide anche sulle abitudini degli italiani:
secondo il Codacons infatti la maggior parte degli automobilisti
fa rifornimento per una cifra di 10, 20 euro mentre solo uno su
cinque fa il `pieno` quando si ferma al distributore. “Pesa
fortemente il fattore psicologico, ossia la paura di vedersi il
portafogli svuotato in un sol colpo a causa del pieno“, spiega
l`associazione dei consumatori parlando di “filosofia della
riserva: gli automobilisti, specie i giovani, utilizzando sempre
più spesso i self-service, e raramente superano la metà del
serbatoio“.
Mentre la benzina ha sfondato sulle strade italiane la soglia
psicologia delle 2.650 lire del vecchio conio segnando il record
di 1,369 euro al litro per salire domani a quota 2.670 lire
(1,379 euro) il carburante, in diversi impianti della penisola,
già segna comunque nuovi primati, infrangendo quota 1,4 euro
per litro. In virtù dei differenziali previsti per alcuni tipi
di impianti un pieno di un auto di medio-alta cilindrata vola
così anche ad oltre 70 euro. E, in alcune regioni li supera.
Come in Campania e Molise dove sono in vigore differenziali
decisi dagli Enti locali in seguito al taglio dei trasferimenti
nazionali per la sanità: un incremento dell`accisa che ha
portato prezzi al consumo ad essere più alti di 0,030 euro
rispetto a quelli consigliati dalle compagnie ai propri gestori
nel resto d`Italia.
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