29 Aprile 2006

In aprile inflazione al 2,2%. E i prezzi della produzione balzano a +4,5%

Istat: incremento dello 0,3% su marzo e per l`industria dello 0,6%. Sindacati: ripresa a rischio. Consumatori: dati non credibili

Il petrolio infiamma il caro-vita

In aprile inflazione al 2,2%. E i prezzi della produzione balzano a +4,5%





Roma. Il petrolio scalda i prezzi e ad aprile l`inflazione sale al 2,2%, tornando ai livelli di gennaio (a febbraio e marzo era al 2,1%). In un mese i prezzi sono cresciuti dello 0,3%, come non accadeva dal luglio scorso. E anche i prezzi alla produzione nel settore industriale restano caldi: a marzo sono cresciuti del 4,5% su base annua e dello 0,6% in un mese. Sull`aumento del caro-vita pesa la voce energia, tanto che al netto di questi rincari l`inflazione si attesterebbe all`1,7%. Per il settore energetico complessivamente i prezzi sono aumentati del 7,4% in un anno e del 2,7% in un mese. Alle stelle i prezzi dei carburanti, che ad aprile risultano più cari del 7,4% rispetto allo stesso mese del 2005. Il caro-petrolio spinge anche i prezzi alla produzione dell`industria, che a marzo sono cresciuti del 4,5%, con un`impennata del 17,5% per il comparto energetico in generale. Se si guardano le singole voci, gli aumenti a due cifre per i prezzi alla produzione sono tutti là: +21,3% i prodotti energetici, +12,5% quelli dei prodotti petroliferi raffinati. nPrezzi, per spese casa i maggiori rincari. Rispetto ad aprile dello scorso anno per spese di abitazione, acqua, elettricità e combustibili, spendiamo il 6,1% in più e i rincari sono di rilievo anche rispetto al mese precedente: +1,1%. Si paga di più anche per muoversi: il settore dei trasporti registra un aumento dei prezzi del 4,1% su base tendenziale e dell`1% congiunturale. Fuori dalla voce energia si segnalano gli aumenti per alberghi e ristoranti (+2,4% annuo e +0,7% mensile). L`indice armonizzato, quello che viene utilizzato in Europa, è salito del 2,3% su base tendenziale e dello 0,9% su base congiunturale. nIndustria. I prezzi produzione a marzo sono a +4,5% ma al netto dell`energia, i prezzi sarebbero aumentati solo dell`1,7%. In un mese rincari di oltre mezzo punto percentuale. nIsae: caro-greggio pesa anche in futuro. “Se le tensioni sui mercati petroliferi internazionali dovessero attenuarsi, il mese prossimo – afferma l`Istituto di Studi e Analisi Economica – la dinamica tendenziale dei prezzi al consumo potrebbe rimanere sugli stessi livelli registrati ad aprile“. nCommercianti: prezzi sotto controllo. “I dati, pur segnalando una situazione che continua a rimanere sostanzialmente sotto controllo – rileva la Confcommercio – non possono non destare preoccupazione in considerazione del permanere di una elevata dipendenza del nostro sistema dei prezzi dagli andamenti delle materie prime petrolifere“. La Confesercenti fa notare i guadagni dello Stato, in termini fiscali, dall`aumento del greggio: “All`atteggiamento virtuoso delle imprese, testimoniato dagli aumenti contenuti nei prezzi dei beni al consumo, non ha corrisposto un atteggiamento altrettanto virtuoso da parte del governo“. nConsumatori: dati non credibili. Tutte le associazioni dei consumatori, dall`Adusbef al Codacons, dalla Federconsumatori, all`Adoc, mettono in evidenza che si tratta di “dati non attendibili“ perché l`aggravio dei prezzi sui bilanci delle famiglie sarebbe più pesante di quel 2,2%, indicato oggi dall`Istat. Chiesta anche una specifica Commissione di inchiesta al nuovo Parlamento. nSindacati: ripresa a rischio. Giorgio Santini della Cisl definisce “preoccupante“ il dato sui prezzi alla produzione: “Si rischia di trasferire questa forte inflazione sui prezzi dei prodotti finiti e inoltre questi dati ridimensionano i segnali di crescita dei giorni scorsi“. Per l`Ugl infine “è urgente aprire una seria discussione sulla questione della politica energetica“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this