9 Aprile 2006

ANTITRUST: MONOPOLIO BOLLETTE,POSTE MULTATA PER 1,6 MLN

ANTITRUST: MONOPOLIO BOLLETTE,POSTE MULTATA PER 1,6 MLN/ANSA




SARMI, ABBIAMO OBBEDITO ALLA LEGGE, PRONTI A FARE RICORSO







(ANSA) – ROMA, 8 apr – Bollette, estratti conto e

comunicazioni bancarie smistate ed inviate in tutta Italia quasi

esclusivamente da Postel, società controllata dalle Poste.

Quello della cosiddetta “posta elettronica ibrida“, fatta

appunto di modelli standard compilati con dati personali, è di

fatto, secondo l`Antitrust, un monopolio da eliminare. Per

questo l`Autorità garante per la concorrenza ha deciso di

multare Poste italiane con una sanzione da 1,6 milioni di euro,

dovuta ad abuso di posizione dominante. Una penale contro la

quale la società è già pronta a ricorrere, perché

“vittima“, secondo l`amministratore delegato Massimo Sarmi, di

una disposizione di legge.

Secondo il Garante Poste è colpevole di aver “privilegiato

la sua controllata Postel, rendendo sostanzialmente

inaccessibile il mercato ai concorrenti che effettuano attività

di stampa e imbustamento delle comunicazioni postali delle

grandi imprese“. I concorrenti attivi sul mercato sono in

effetti pochi, due-tre società con quote di mercato che non

superano il 9% ciascuna. Di fronte a loro lavora invece Postel,

con una quota che si aggirava nel `99, anno di avvio della

liberalizzazione, intorno al 75%, rimasta a 7 anni di distanza

tale e quale. Un potere conquistato e conservata, a parere

dell`Antitrust, tramite comportamenti abusivi e condotte

discriminatorie. Poste ha cioé “mantenuto per una parte del

mercato e, in particolare per alcuni importanti clienti, una

tariffa di recapito inferiore alla tariffa di posta elettronica

ibrida“ ed ha inoltre “conferito ingenti vantaggi economici,

informativi e finanziari alla controllata Postel“. Creando

così condizioni di accesso alla rete di recapito

“ingiustificate e discriminatorie“, ulteriori e peggiorative

rispetto a quelle previste da un decreto del `99 gia` di per sé

ritenuto in contrasto con le regole della concorrenza.

Ma è proprio questo decreto, secondo l`ad di Poste, ad aver

fissato i criteri di recapito della posta elettronica ibrida ed

é alle regole imposte dal legislatore che la società si è

sempre rifatta. “Poste – sottolinea Sarmi – ha obbedito ad un

decreto. Se poi, all`interno di questi paletti, l`Autorità

avesse ravvisato imprecisioni nella gestione, non bisogna

dimenticare che tutto è avvenuto all`interno di un principio

sancito dalla legge“. Da qui la volontà di presentare ricorso.

“Sono meravigliato – afferma ancora l`ad – del fatto che questa

materia sia ancora regolamentata in Italia. In tutta Europa

esiste la posta ibrida ma non c`é da nessuna parte un

meccanismo speciale come questo che tratta la posta ibrida come

una categoria di posta speciale quando invece è in tutto e per

tutto assimilabile alla posta normale“.

Nel confronto si inserisce anche il Codacons che, pur

approvando la sanzione dell`Antitrust, giudica “ridicola e

insufficiente“ l`entità della multa. In realtà la cifra

doveva essere inizialmente molto più alta, pari a 3,2 milioni

di euro. Ma considerato l`impegno dell`azienda a tenere ferme le

tariffe per i prossimi 6 mesi ed altre “attenuanti“,

l`Antitrust ha deciso di dimezzarla. (ANSA).

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