ANTITRUST: MONOPOLIO BOLLETTE,POSTE MULTATA PER 1,6 MLN
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fonte:
- Ansa
SARMI, ABBIAMO OBBEDITO ALLA LEGGE, PRONTI A FARE RICORSO
(ANSA) – ROMA, 8 apr – Bollette, estratti conto e
comunicazioni bancarie smistate ed inviate in tutta Italia quasi
esclusivamente da Postel, società controllata dalle Poste.
Quello della cosiddetta “posta elettronica ibrida“, fatta
appunto di modelli standard compilati con dati personali, è di
fatto, secondo l`Antitrust, un monopolio da eliminare. Per
questo l`Autorità garante per la concorrenza ha deciso di
multare Poste italiane con una sanzione da 1,6 milioni di euro,
dovuta ad abuso di posizione dominante. Una penale contro la
quale la società è già pronta a ricorrere, perché
“vittima“, secondo l`amministratore delegato Massimo Sarmi, di
una disposizione di legge.
Secondo il Garante Poste è colpevole di aver “privilegiato
la sua controllata Postel, rendendo sostanzialmente
inaccessibile il mercato ai concorrenti che effettuano attività
di stampa e imbustamento delle comunicazioni postali delle
grandi imprese“. I concorrenti attivi sul mercato sono in
effetti pochi, due-tre società con quote di mercato che non
superano il 9% ciascuna. Di fronte a loro lavora invece Postel,
con una quota che si aggirava nel `99, anno di avvio della
liberalizzazione, intorno al 75%, rimasta a 7 anni di distanza
tale e quale. Un potere conquistato e conservata, a parere
dell`Antitrust, tramite comportamenti abusivi e condotte
discriminatorie. Poste ha cioé “mantenuto per una parte del
mercato e, in particolare per alcuni importanti clienti, una
tariffa di recapito inferiore alla tariffa di posta elettronica
ibrida“ ed ha inoltre “conferito ingenti vantaggi economici,
informativi e finanziari alla controllata Postel“. Creando
così condizioni di accesso alla rete di recapito
“ingiustificate e discriminatorie“, ulteriori e peggiorative
rispetto a quelle previste da un decreto del `99 gia` di per sé
ritenuto in contrasto con le regole della concorrenza.
Ma è proprio questo decreto, secondo l`ad di Poste, ad aver
fissato i criteri di recapito della posta elettronica ibrida ed
é alle regole imposte dal legislatore che la società si è
sempre rifatta. “Poste – sottolinea Sarmi – ha obbedito ad un
decreto. Se poi, all`interno di questi paletti, l`Autorità
avesse ravvisato imprecisioni nella gestione, non bisogna
dimenticare che tutto è avvenuto all`interno di un principio
sancito dalla legge“. Da qui la volontà di presentare ricorso.
“Sono meravigliato – afferma ancora l`ad – del fatto che questa
materia sia ancora regolamentata in Italia. In tutta Europa
esiste la posta ibrida ma non c`é da nessuna parte un
meccanismo speciale come questo che tratta la posta ibrida come
una categoria di posta speciale quando invece è in tutto e per
tutto assimilabile alla posta normale“.
Nel confronto si inserisce anche il Codacons che, pur
approvando la sanzione dell`Antitrust, giudica “ridicola e
insufficiente“ l`entità della multa. In realtà la cifra
doveva essere inizialmente molto più alta, pari a 3,2 milioni
di euro. Ma considerato l`impegno dell`azienda a tenere ferme le
tariffe per i prossimi 6 mesi ed altre “attenuanti“,
l`Antitrust ha deciso di dimezzarla. (ANSA).
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