RINCARI Aumenti a raffica
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fonte:
- L`Unità
/ Milano RINCARI Aumenti a raffica per il costo dei servizi bancari. Solo nei primi ventiquattro giorni di marzo, 281 banche hanno comunicato in Gazzetta ufficiale le modifiche alle condizioni contrattuali. E lo hanno fatto grazie all`articolo 118 del Testo unico bancario che solo pochi giorni fa il presidente dell`Antitrust, Antonio Catricalà, ha bollato come un abuso da abolire. A lanciare l`ennesimo allarme contro il caro-banca è l`Adusbef, con una dettagliata ricognizione sugli annunci pubblicati sulla Gazzetta. Rispetto a periodi precedenti, spiega l`associazione dei consumatori, si assiste ad “una frenetica attività nell`inserimento degli annunci commerciali in Gazzetta per avvisare i correntisti delle variazioni apportate ai costi“. A parte gli aggiustamenti, considerati fisiologici dal sistema, dello 0,25% sui tassi debitori per la clientela su scoperti di conto, seguiti alla variazione apportata da Bce dei tassi di riferimento, oltre 50 banche hanno introdotto ritocchi tra lo 0,50 e lo 0,75%. Ci sono anche casi in cui l`incremento arriva all`1%, come per la Banca di Risparmio di Forlì. La fretta di aumentare le tariffe sarebbe dettata dal fatto che alcune Autorità hanno cominciato a monitorare i meccanismi di definizione del prezzo dei servizi offerti dalle banche ed è quindi necessario affrettarsi se si vogliono applicare quelli che l`associazione definisce “aumenti fuori misura“. Il pretesto della manovra sui tassi Bce dello 0,25%, secondo l`associazione dei consumatori, “consente alle banche ogni ordine di abusi: non solo di raddoppiare o perfino quadruplicare l`aumento dei tassi sugli impieghi (fidi, mutui, prestiti personali), lasciando inalterato il saggio sui depositi attestato sotto lo 0,00125%, ma anche quello di inserire nuove voci di costo mai contrattate in precedenza. Un esempio? La Cassa rurale Centro Valsugana che con un annuncio del 23 marzo ha introdotto spese di rinnovo pratica (non meglio identificata) da 100 euro a 1.000 euro. Su questi “ordinari soprusi“, Adusbef ha chiesto alla magistratura penale di aprire un`indagine. Con la speranza che l`azione giudizaria porti i suoi frutti come avvenuto dopo la denuncia delle manovre sui tassi con effetto retroattivo, “ulteriore prassi abituale delle banche“, In quell`occasione, Deutsche Bank, che aveva annunciato una retroattività di 60 giorni, “è stata costretta a fare macchina indietro“. Le accuse sono però respinte dall`Abi, l`associazione bancaria, che parla di “allarmismo ingiustificato“ e di “normali meccanismi di mercato“, E ricorda come l`andamento dei tassi seguano le indicazioni di politica monetaria decise dalla Bce. Ma i rincari non sono in agguato solo dietro gli sportelli bancari. Anche Telecom è nel mirino delle associazioni dei consumatori, in questo caso del Codacons. Le ultime bollette arrivate a casa degli utenti – secondo la denuncia – presentano una brutta sorpresa: il raddoppio della voce “spese di spedizione bolletta“. Che passano da 0,17 euro a 0,37 euro. Naturalmente più Iva. “Basta fare due calcoli – sottolineano al Codacons – per capire che tale voce rappresenta una bella spesa per la collettività: per la spedizione della bolletta ogni utente pagherà adesso 2,64 euro annui, contro i precedenti 1,22 euro, un aumento di oltre il 100%. Se si moltiplica l`importo per il numero di utenti Telecom (circa 20 milioni), dalle tasche degli utenti uscirà la bellezza di 52 milioni e 800mila euro all`anno. Non solo. C`è pure il paradosso che la voce “spese di spedizione bolletta“, che Telecom impone ai propri clienti, è illegittima, come hanno stabilito, in tutta Italia, vari Giudici di Pace. Per tale motivo il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e una diffida all` Autorità delle comunicazioni.
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