24 Marzo 2006

COMMERCIO: E` ASSALTO AI DISCOUNT,+8% VENDITE LOW-COST

COMMERCIO: E` ASSALTO AI DISCOUNT,+8% VENDITE LOW-COST/ANSA




A GENNAIO CONSUMI IN CRESCITA MA VA MENO BENE A PICCOLE BOTTEGHE









(ANSA) – ROMA, 23 mar – Per il sesto mese consecutivo a

gennaio 2006 sono cresciute le vendite al dettaglio. Un trend

che conferma “segnali di risveglio“, come li ha definiti oggi

l`Istat, per i consumi ma anche quella crescita a due velocità

che vede galoppare la grande distribuzione (le vendite al

dettaglio nei discount addirittura crescono del 7,9%) a

discapito della rete di piccoli negozi e botteghe che, al netto

dell`inflazione di gennaio al 2,2%, “tornano sotto quota zero,

a -0,8%“, come calcola la Confesercenti.

Gli italiani tornano dunque a comprare ma puntano al

risparmio e ai beni di prima necessità: gli alimentari (a

gennaio vendite +2,4% rispetto allo stesso mese del 2005) vanno

meglio dei non alimentari (+1,7%) e tra questi ultimi in cima

alle preferenze ci sono comunque prodotti necessari, i

farmaceutici (+3,7%). In coda alla classifica delle vendite

troviamo beni di cui in fondo si può rinviare l`acquisto, dai

mobili ai giocattoli, dagli articoli sportivi ai gioielli, tutti

comparti che non raggiungono un punto percentuale di crescita.

Un po` la politica dei prezzi (“gli hard discount consentono

risparmi fino all`80% rispetto ai negozi tradizionali“,

sottolinea il Codacons) un po` la comodità di avere tutto a

portata di mano, la ripresa dei consumi sembra tutta indirizzata

verso le grandi catene. In complesso a gennaio le vendite della

grande distribuzione sono cresciute del 2,7% (nei piccoli negozi

la crescita è di poco più della metà all`1,4%) e vanno bene

non solo gli hard discount ma anche gli ipermercati (+2,6% e

+3,0% in particolare per il settore alimentare) e i grandi

magazzini (+2,3%).

“Ancora una volta l`Istat – commenta la Confesercenti – è

costretta a fotografare lo stato di difficoltà in cui versano

le piccole imprese, costrette a pagare il conto salatissimo del

clima di sfiducia e del conseguente calo dei consumi, oltre

all`aumento di tasse, tariffe locali, costi di gestione,

eccetera. L`auspicio – prosegue la confederazione che

rappresenta appunto soprattutto i piccoli e medi esercizi – è

che il prossimo Governo sappia recepire il grido d`allarme che

da anni, mese dopo mese, andiamo lanciando ad ogni pubblicazione

dei dati sulle vendite, affinché si adottino le misure

necessarie a restituire fiducia al Paese ed a rilanciare i

consumi per fermare la moria di aziende e la desertificazione

dei centri urbani“.

Per i consumatori, invece, la scelta è essenzialmente legata

ai prezzi e la ripresa, non a caso, riguarda le vendite nei

discount che sono a portata di tutte le tasche. Il Codacons

sottolinea infatti che i dati sulle vendite al dettaglio,

diffusi oggi dall`Istat, “sono negativi e dimostrano come le

vendite stentino a riprendere quota e i consumi degli italiani

siano ancora ristretti a causa del ridotto potere d`acquisto

delle famiglie e del costante aumento dei prezzi“.

“I dati Istat – dichiara Anna Tuteur, responsabile delle

relazioni esterne di Auchan e Sma – confermano che la grande

distribuzione riesce a dare risposte concrete per salvaguardare

il potere di acquisto dei consumatori diventato sempre più

debole. Ipermercati e supermercati hanno delle caratteristiche

che rendono più immediata la risposta al nuovo bisogno di

risparmio“. E la catena in questione ha registrato, per

esempio, nei primi due mesi dell`anno “un aumento delle vendite

dei primi prezzi pari al 10%“ rispetto al primo bimestre 2005.

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