COMMERCIO: E` ASSALTO AI DISCOUNT,+8% VENDITE LOW-COST
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fonte:
- Ansa
A GENNAIO CONSUMI IN CRESCITA MA VA MENO BENE A PICCOLE BOTTEGHE
(ANSA) – ROMA, 23 mar – Per il sesto mese consecutivo a
gennaio 2006 sono cresciute le vendite al dettaglio. Un trend
che conferma “segnali di risveglio“, come li ha definiti oggi
l`Istat, per i consumi ma anche quella crescita a due velocità
che vede galoppare la grande distribuzione (le vendite al
dettaglio nei discount addirittura crescono del 7,9%) a
discapito della rete di piccoli negozi e botteghe che, al netto
dell`inflazione di gennaio al 2,2%, “tornano sotto quota zero,
a -0,8%“, come calcola la Confesercenti.
Gli italiani tornano dunque a comprare ma puntano al
risparmio e ai beni di prima necessità: gli alimentari (a
gennaio vendite +2,4% rispetto allo stesso mese del 2005) vanno
meglio dei non alimentari (+1,7%) e tra questi ultimi in cima
alle preferenze ci sono comunque prodotti necessari, i
farmaceutici (+3,7%). In coda alla classifica delle vendite
troviamo beni di cui in fondo si può rinviare l`acquisto, dai
mobili ai giocattoli, dagli articoli sportivi ai gioielli, tutti
comparti che non raggiungono un punto percentuale di crescita.
Un po` la politica dei prezzi (“gli hard discount consentono
risparmi fino all`80% rispetto ai negozi tradizionali“,
sottolinea il Codacons) un po` la comodità di avere tutto a
portata di mano, la ripresa dei consumi sembra tutta indirizzata
verso le grandi catene. In complesso a gennaio le vendite della
grande distribuzione sono cresciute del 2,7% (nei piccoli negozi
la crescita è di poco più della metà all`1,4%) e vanno bene
non solo gli hard discount ma anche gli ipermercati (+2,6% e
+3,0% in particolare per il settore alimentare) e i grandi
magazzini (+2,3%).
“Ancora una volta l`Istat – commenta la Confesercenti – è
costretta a fotografare lo stato di difficoltà in cui versano
le piccole imprese, costrette a pagare il conto salatissimo del
clima di sfiducia e del conseguente calo dei consumi, oltre
all`aumento di tasse, tariffe locali, costi di gestione,
eccetera. L`auspicio – prosegue la confederazione che
rappresenta appunto soprattutto i piccoli e medi esercizi – è
che il prossimo Governo sappia recepire il grido d`allarme che
da anni, mese dopo mese, andiamo lanciando ad ogni pubblicazione
dei dati sulle vendite, affinché si adottino le misure
necessarie a restituire fiducia al Paese ed a rilanciare i
consumi per fermare la moria di aziende e la desertificazione
dei centri urbani“.
Per i consumatori, invece, la scelta è essenzialmente legata
ai prezzi e la ripresa, non a caso, riguarda le vendite nei
discount che sono a portata di tutte le tasche. Il Codacons
sottolinea infatti che i dati sulle vendite al dettaglio,
diffusi oggi dall`Istat, “sono negativi e dimostrano come le
vendite stentino a riprendere quota e i consumi degli italiani
siano ancora ristretti a causa del ridotto potere d`acquisto
delle famiglie e del costante aumento dei prezzi“.
“I dati Istat – dichiara Anna Tuteur, responsabile delle
relazioni esterne di Auchan e Sma – confermano che la grande
distribuzione riesce a dare risposte concrete per salvaguardare
il potere di acquisto dei consumatori diventato sempre più
debole. Ipermercati e supermercati hanno delle caratteristiche
che rendono più immediata la risposta al nuovo bisogno di
risparmio“. E la catena in questione ha registrato, per
esempio, nei primi due mesi dell`anno “un aumento delle vendite
dei primi prezzi pari al 10%“ rispetto al primo bimestre 2005.
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