Tralicci caduti per colpa di scarsa manutenzione
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Dopo due anni qualcosa si muove. La perizia dell`ingegner Giovanni Stagni di Bologna lascerebbe pochi dubbi. Quei tralicci della luce sarebbero caduti a causa di una scarsa manutenzione. Il black out che mandò in tilt mezzo Polesine poco più di due anni fa dunque, poteva essere evitato. Nell`aprile del 2004 scattarono i primi sequestri di tralicci. L`inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Silvia Ferrari venne affidata ai carabinieri. Il compito degli investigatori era quello di verificare se le strutture erano o meno in regola per evidenziare eventuali responsabilità sull`accaduto. Come si ricorderà, a causa di un`abbondante nevicata, nel febbraio del 2004 mezzo Polesine venne interessato da un black out di energia elettrica che mise in difficoltà migliaia di famiglie costrette al freddo e al buio anche per sei giorni di fila. Una situazione in alcuni casi divenuta insostenibile e che spinse la magistratura a svolgere verifiche. Partirono degli esposti del Codacons veneto e del sindaco di Rovigo che, con due differenti missive, avevano invitato la Procura rodigina ad indagare sull`accaduto. Nell`esposto del Codacons si ipotizzavano i reati di interruzione di servizi di pubblica utilità – collegandola eventualmente alla mancata manutenzione o al mancato controllo delle linee – di turbativa delle attività commerciali e produttive, di omissione o abuso d`ufficio, e di omissione indiretta di soccorso ad anziani, bambini e malati per mancata informazione delle autorità competenti e degli utenti previo utilizzo dei mezzi di comunicazione sulla durata e sugli effettivi danni del black out. Il Procuratore della repubblica di Rovigo aveva suggerito anche l`ipotesi di disastro colposo. I sindacati avevano individuato nella “politica dei tagli“ adottata dall`Enel negli anni passati, la causa principale di quanto avvenuto. In particolare la Cgil di Rovigo con una nota stampa aveva denunciato che “da tempo le logiche economiche e finanziarie che oggi governano l`Enel, prevalgono sulla natura di servizio industriale della maggiore azienda italiana che fornisce un servizio essenziale alla comunità“. Il sindacato chiedeva in sostanza “assunzioni di personale per effettuare le attività ordinarie e combattere il progetto di riduzione del personale reperibile“ che non riusciva più a far fronte anche agli eventi eccezionali e sollecitava gli investimenti per migliorare l`affidabilità degli impianti. Secondo fonti della Cgil, nel Veneto il personale operativo tecnico dell`Enel era diminuito del 60 per cento negli ultimi dieci anni. Per la Cgil occorrevano dunque nuove assunzioni (minimo 200 persone) da destinare ai reparti operativi in difficoltà.
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