Telecom, maximulta dall`Antitrust
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fonte:
- La Stampa
Telecom, maximulta dall`Antitrust
L`ex monopolista punito con 115 milioni per “abuso di posizione dominante sul mercato“
MILANO La bolletta salata, questa volta, arriva a Telecom Italia. Il Consiglio di Stato riforma la sentenza del Tar del Lazio e, per la gioia dei consumatori e delle altre società di telecomunicazioni, fissa in 115 milioni di euro la multa che Telecom Italia dovrà pagare per abuso di posizione dominante. Maxi sanzione, quindi, per il gruppo di Marco Tronchetti Provera, ma un po` meno maxi degli originari 152 milioni, fissati il 16 novembre 2004 dall`Antitrust, in uno degli ultimi provvedimenti firmati da Giuseppe Tesauro prima di cedere la poltrona ad Antonio Catricalà. Tutto parte nel 2003, quando alcune compagnie concorrenti si presentano all`Authority lamentando attività anticoncorrenziali di Telecom. Secondo l`accusa la compagnia si sarebbe accaparrata i clienti d`affari attraverso politiche commerciali “non replicabili“, sottocosto insomma. E poi, ai tempi, avrebbe applicato clausole “inglesi“ che di fatto vincolavano i clienti acquisiti. Nel mirino finisce anche la vincita della gara indetta dalla Consip nel 2002 con cui Telecom si aggiudica la fornitura dei servizi di telefonia alla Pubblica amministrazione attraverso un`offerta definita “ampiamente sottocosto“. Detto fatto: nel 2004 l`Antitrust dà ragione ai ricorrenti – cioè ad Assoprovider, Fastweb, Albacom, Wind, Colt, Tiscali e alla stessa Consip – e commina la maxi multa. Scatta la rincorsa di Telecom. Ricorre al Tar del Lazio centrando l`obiettivo. Certo, i giudici amministrativi salvano l`impianto dell`ordinanza Antitrust per quanto concerne la gara Consip. Ma la multa, quella la annullano definendola “sproporzionata rispetto all`effettiva configurazione dei comportamenti e alle misure proposte quali correttivi“. Finita qui? No. L`Authority, insieme ai concorrenti di Telecom, nel luglio scorso si appella al Consiglio di Stato che una volta per tutte ripresenta la multa e ne stabilisce l`importo, 115 milioni appunto. Solo dalle motivazioni si potrà sapere se questa vale solo per la “gara Consip“ o anche per le azioni di Telecom volte a conquistare la clientela business. Possibilissimo, vista l`entità della sanzione, che nel calderone ci sia finito tutto. Alla Telecom, almeno per quel che concerne i conti, son tranquilli, visto che già a bilancio 2004 avevano accantonato l`originario salasso da 152 milioni. E in Borsa? Poteva andare peggio, col titolo che si limita a un -0,61%. La prima reazione della compagnia telefonica si impronta alla cautela. Per tutti parla l`amministratore delegato Riccardo Ruggiero. “La sentenza del Tar del Lazio – sottolinea – è stata riformata solo in parte. Non abbiamo ancora visto le motivazioni del dispositivo del Consiglio di Stato: quando queste verranno rese pubbliche, tutti, compresi noi, le potranno valutare“. C`è chi anticipa i tempi nella valutazione e nella “soddisfazione nel veder ristabilite condizioni di concorrenza nel mercato dell`utenza d`affari sulla base del principio di “fair competition“ tra i diversi operatori“, gongola ad esempio Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb. “Anche il recente esito delle gare Consip e Cnipa (entrambe forniture alla pubblica amministrazione) dimostra che un sano regime di concorrenza consente ai clienti, compreso lo Stato, di avere servizi innovativi a prezzi drasticamente ridotti“. Fastweb canta vittoria, anche se per la verità Consip fa sapere che nulla è ancora deciso e ci sarebbe più di un faro acceso dalla Cnipa sull`offerta “anormalmente bassa“ presentata da Fastweb. Si vedrà. Applausi al Consiglio di Stato anche da Albacom, Tiscali e Colt che, attraverso i legali, esprimono “viva soddisfazione“. Anche se nella fattispecie non c`entrano nulla, al peana pro Consiglio di Stato si aggregano pure i consumatori. “Si tratta di una vittoria per i consumatori italiani“, dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Ora auspica che “questi 115 milioni di euro vengano restituiti agli utenti così come prevede la norma secondo cui le multe inflitte dall`Antitrust devono essere utilizzate in favore dei consumatori“. Per il momento saranno parcheggiati in un fondo del Ministero delle Attività Produttive. In attesa di destinazione.
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