Dopo il virus “Kamasutra“
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fonte:
- Il Gazzettino
Dopo il virus “Kamasutra“ che in questi giorni sta terrorizzando i computer, sembra ci sia un altra minaccia per i nostri apparecchi elettronici, e soprattutto per i nostri portafogli. È il “virus dei cellulari“, che a quanto pare sarebbe sbarcato anche nel trevigiano. Una sorta di “leggenda metropolitana“ che gira insistentemente tra tutti gli utenti di telefonini da molto tempo. Una voce incontrollata che, comunque, non è mai stata confermata dagli esperti informatici o dalle autorità delegate alle indagini come la Polizia postale. Alla Polposta di Treviso negano casi di questo tipo, sottolineando più di una volta di non avere nemmeno ricevuto denunce del genere. Forse “virus“ non è il termine esatto, e gli episodi sarebbero riconducibili ancora a quei “maledetti dialers“ informatici che terrorizzano il “far-web“. Di tratta di programmi che collegano automaticamente la macchina a numeri con tariffe esponenziali come gli 899.Questa potrebbe essere la spiegazione del mistero che hanno vissuto due coniugi di Maserada. L.M. 35 anni libera professionista qualche mese fa, ad agosto avrebbe ricevuto uno strano messaggio “sms“. Probabilmente un invito ad inviare una risposta come accade molto spesso. La donna è caduta immediatamente nella “trappola“ e così ad ogni telefonata si attivava automaticamente un collegamento wap con la rete, facendo lievitare le bollette. Tra agosto e novembre ha ricevuto conti telefonici che vanno dai 1000 euro ai 1700. Nel frattempo, non si sa bene in che modo avrebbe “infettato“ anche l`apparecchio del marito S.V. 38 anni, libero professionista. Anche per lui due bollette: 1024 e 1451 euro.
Insomma una catastrofe. I coniugi si sono accorti dei conti “lievitati“ solo a novembre 2005. Immediatamente hanno segnalato il caso alla loro compagnia telefonica che però non ha nessuna intenzione di rimborsare. I due dovranno quindi pagare circa 5000 mila euro. Nel frattempo hanno disattivato i cellulari e sostituito gli apparecchi con dei telefonini “sani“. A gennaio poi visto la reticenza della compagnia telefonica hanno denunciato la presunta truffa telematica ai carabinieri di Maserada. Nello stesso tempo si sono affidati ai legali della Codacons di Treviso per tentare di riavere indietro quei soldi.
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