25 Gennaio 2006

MUSICA: LIGABUE, DA BIG BANG CAMPOVOLO A NUOVO TOUR

MUSICA: LIGABUE, DA BIG BANG CAMPOVOLO A NUOVO TOUR / ANSA

EVENTO IN 4 PARTI, COME LIVE CHE E` RECORD EUROPEO TUTTI TEMPI

(ANSA) – MILANO, 24 GEN – Il concerto di Campovolo, che con i

suoi 180mila spettatori ha fatto segnare il record europeo di

presenze di tutti i tempi e quello mondiale del 2005, è il `big

bang` da cui prende il via il `Nome e cognome tour` del rocker

di Correggio. Un evento unico, ma in quattro parti, proprio come

Campovolo – anche se senza unità di tempo e luogo – che

partirà il prossimo 7 febbraio dall`Alcatraz di Milano.

Il tour prima passerà per i club, dal 26 marzo farà tappa

nei palasport, dal 19 maggio si trasferirà negli stadi per

approdare infine, dopo la pausa estiva, nei teatri. Quattro set

diversi che, come a Campovolo, saranno animati da quattro

formazioni: nei club Ligabue suonerà con i ClanDestino, nei

palasport con La Banda, negli stadi con entrambi i gruppi,

quello degli inizi e quello di oggi, mentre nei teatri dovrebbe

tenere dei set acustici, magari affiancato da Mauro Pagani,

proprio come successo a Reggio Emilia.

Mentre scaldano i motori per la nuova partenza, Ligabue e gli

organizzatori dei suoi live ripensano all`ultima gara, segnata

da alcune difficoltà tecniche. “Sono felice dell`esperienza di

Campovolo, la rifarei, ancora mi stupisco che tanta gente abbia

fatto chilometri per questo evento, però – dice il rocker –

volevo far contente 180mila persone e mi spiace che in 1.000 o

10.000 siano rimasti delusi, tanto che ho persino fatto una

lettera di scuse“. `Chi non fa non sbaglia` sembra dire `il

Liga` quando aggiunge che “ho fatto tutto ciò che potevo, ho

cercato di portare qualcosa di nuovo, potevo anche fare un

concerto rock`n`roll su un palco standard, ma cerchiamo di

attivarci per fare qualcosa su più livelli“. Comunque,

precisano gli organizzatori, alla loro attenzione sono arrivate

solo 25 richieste di “rimborso generico per disagio parziale“,

che non esaudiranno perché “non possiamo essere schiavi delle

e-mail o del codacons“.

Anche il tour che sta per prendere il via è particolare,

innanzitutto perché Ligabue manca dai club, da cui ha deciso di

ripartire “per vedere tutte le facce“, da 12 anni. “La mia

idea è di fare ora uno show rock`n`roll e poi – dice –

Campovolo negli stadi“. Tutte le date avranno lo stesso prezzo

(35 euro, tranne la sezione numerata degli stadi) e lo stesso

punto di partenza: l`album `Nome e cognome` “di cui sono molto

orgoglioso e di cui ho cantato dal vivo solo tre brani finora“.

La formazione che accompagnerà il rocker non inciderà

necessariamente sulla scaletta: “Non è detto che con i

Clandestino faccia ciò che facevo con loro, mentre nei

palazzetti – anticipa – avrò tre chitarristi e un tastierista

in più e negli stadi ci sarà un discorso misto, imperniato sul

concerto con la Banda e i Clandestino, che vorrei far

interagire, per complicarmi la vita – scherza – da buon

interista“. Per il teatro, invece, “vorrei uno show più

minimale che nel 2002, voce e chitarra, al massimo un paio di

musicisti“.

Oltre al record di Campovolo, premiato dal biglietto di

platino di TicketOne e certificato dalla rivista `Pollstar`,

Ligabue ha da festeggiare anche per il cinema, visto che il suo

`Radiofreccia` è appena entrato nella collezione permanente del

Moma di New York. “Me ne stupisco, perché – commenta – è

molto italiano, come tutto ciò che faccio, a partire dalla

musica: se avessi cominciato a 20 anni forse avrei provato a

cantare in inglese, ma l`ho fatto a 30“. Anche al cinema

Ligabue è arrivato tardi, ma non ha fretta di recuperare il

tempo perso: “Il `solito produttore` mi tampina, ma per fortuna

non faccio il regista di mestiere e, per affrontare un anno e

mezzo di full immersion in un film, devo avere una storia da

raccontare“. Con `radiofreccia` (1998) e `da zero a dieci`

(2002), “avevo bisogno di raccontare delle morti simboliche,

quelle di epoche, di speranze politiche, ma ora – anticipa –

vorrei fare un film comico, anche se non so se ne sono capace“.

“Un conto era avere 15 anni nel `75, quando la politica voleva

cambiare il mondo, un altro e` averne 40 oggi, con la politica

che – afferma – ha tutti altri obiettivi: Radiofreccia era

sentito perché c`era tutta quella componente lì“. Oggi,

invece, Ligabue sente che “tira aria brutta, è una brutta

campagna elettorale, meritiamo qualcosa di meglio: al di là di

destra o sinistra, questo paese si deve dare una raddrizzata“.

Anche se il suo tour combacia con le prossime elezioni e le sue

simpatie sono note, Ligabue non intende in alcun modo buttare i

suoi concerti sul politico: “faccio rock`n`roll, quello che

succede intorno – conclude prima di scappare al Conservatorio di

Milano, dove stasera è ospite del programma Storytellers di Mtv

– non dipende da me“. (ANSA).

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