19 Dicembre 2005

Tutti i prezzi del pranzo di Natale



NATALE all`insegna della tradizione per la maggior parte dei ciociari, soprattutto a tavola. Sono iniziate già la settimana scorsa le compere e le ordinazioni per gli alimenti più importanti. Il grosso delle spese, però, non è ancora iniziato, perché con le festività che cadono nel fine settimana, si ha ancora qualche giorno a disposizione per mettere a punto il menu. Come ogni vigilia che si rispetti, in tavola trionferà il pesce, il cui prezzo ora diventa variabile come le quotazioni delle azioni in borsa. Le oscillazioni non riguarderanno tanto il pesce d`allevamento, quanto quello all`asta. Se le generalizzazioni sono difficili in questo settore, perché a ridosso del Natale i prezzi schizzano alle stelle, diamo comunque qualche indicazione sui costi di questo pregiato e sano alimento in pescheria. Per la spigola il costo è direttamente proporzionale alla pezzatura: più è grande, più sale. Una spigola di medie dimensioni, per esempio, sta 12 euro al chilo; 30 euro si sborsa per i calamari freschi, ma lo stesso alimento, stavolta decongelato, scende a 15 euro. Persico e salmone d`allevamento si comprano, invece, a 10 euro, ma la fascia del più economico va alla trota: solo 5 euro al chilo. Che la classica cena di pesce sia in testa alle preferenze dei ciociari lo spiega Sergio Gabrielli. “La vigilia – come vuole la tradizione – dichiara Sergio Gabrielli – sarà scandita da 12 portate, tra cui spaghetti tonno e alici, broccoli fritti, zucca al peperoncino, baccalà, pesce al trancio, e frittelle della tradizione, che nel mio paese, Ferentino, fanno ancora con pezzetti di mela“. Se il pesce è il re incontrastato della sera del 24 dicembre, il 25 si torna ai piatti che più rispecchiano il passato della nostra terra, fatto di agricoltura e pastorizia. “Fettuccine al ragù e abbacchio afferma Giovanni Saraceni non mancheranno“. Chiediamo a un commerciante all`ingrosso di carni Ettore Domenico Evangelisti come vanno le vendite in questo periodo. “L`agnello si vende moltissimo, circa l`ottanta per cento di più del resto dell`anno, e nelle macellerie quello di qualità non costa meno di 12 euro al chilo. I grossi supermercati a volte lo mettono in offerta a meno, ma è meglio diffidare: la qualità lascia a desiderare“. Prevalentemente sapore di mare sulla tavola di Vittorio Oi, invece, che gusterà il tradizionale capitone e qualche appetitosa torta campana. “In Ciociaria non ci sono dolci caratteristici. In compenso gusterò dolci campani, come una ciambella con frutta secca il rococò e dei biscotti al cioccolato, i mostaccioli“. Puntano, invece, sui sapori nostrani Alessio Torretta e Emanuele Gairieri che vanno pazzi per il pan pepato e il panforte. I ritmi incalzanti della vita quotidiana rendono tuttavia, difficoltoso a volte preparare piatti elaborati. Lo spiegano i giovani Luana Ferri e Massimo Scarelli: “Con il lavoro e il resto, altro che tradizione, ricorreremo ai piatti pronti!“. Di tipico mangeranno i dolci di questo periodo, come il panettone e il pandoro anche se, confessano, l`abbondanza di cibo in questi giorni, li fa apprezzare poco. Negozietti e supermercati ne sono pieni e ce n`è veramente per tutti i gusti e tasche: panettono semplice da poco più di due euro a 7 euro; farcito dai 6 agli 8 euro; pandoro 3 euro in media; panforte a 7 euro, torrone bianco dai 2.50 ai 5 euro, idem per il cioccolato con nocciole. Eppure, se c`è chi è stanco di vedere cibo ovunque, c`è anche chi per mangiare un panettone fatto veramente secondo tradizione è disposto a spendere qualcosa di più. Rosalba Crescenzi di “Antichi sapori ciociari“ spiega: “I prodotti artigianali negli ultimi tempi sono maggiormente richiesti. Di panettoni che vendiamo il 50% ha una lavorazione artigianale anche se viene realizzato da aziende, l`altro 50% viene realizzato direttamente da noi. La lavorazione è di circa 4 giorni e utilizziamo il lievito naturale. Per il momento ne abbiamo già sfornati circa 180, ma contiamo di realizzarne altri, prima della fine delle feste“. Per un prodotto di questo tipo, per la cronaca, si tirano fuori dal portafogli 14 euro al chilo. Giunti al dolce, tiriamo le somme di questo Natale 2005 e lo facciamo fare a un intervistato, Giovanni Saraceni che, anche delegando la moglie per gli acquisti, si è fatto un po` un`idea di quanto questi peseranno sul bilancio familiare: “circa 200 euro“ ipotizza. Anche se i miracoli non è possibile farli, “Intesaconsumatori“ ha realizzato un decalogo per non spiantarsi in prossimitàdelle feste. Evitare di farsi prendere dal panico, acquistare nelle giuste dosi, lasciare sul bancone le primizie, e per il brindisi finale, optare per spumanti italiani, consentiranno di spendere meglio la tredicesima.

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