Avviso di garanzia per Billè “Appropriazione indebita“
Roma. Nelle indagini romane che hanno preso spunto dalle disinvolte scalate ad importanti sodalizi finanziari entra il presidente della Confcommercio Sergio Billè. Scavando nei meandri di un`operazione da tempo sotto osservazione, il preliminare del contratto di compravendita, mai perfezionata, di un immobile in via Lima, a Roma, di Stefano Ricucci e destinato a diventare la nuova sede dell`associazione dei commercianti, gli inquirenti romani si sono imbattuti in una presunta malagestione del cosiddetto “fondo del presidente“. La conseguenza è stato un avviso di garanzia per appropriazione indebita notificato oggi a Billè dalla Guardia di Finanza su incarico del procuratore aggiunto Achille Toro. Contemporaneamente sono scattate una serie di perquisizioni nella sede della Confcommercio e negli studi di alcuni studi commerciali. Numerosi i documenti sequestrati ed attualmente al vaglio delle fiamme gialle. L`iscrizione di Billè nel registro degli indagati risale ad alcune settimane fa, ma era stata secretata. Billè ha subito rivendicato la trasparenza del suo operato e si è messo subito a disposizione dei magistrati convinto di poter chiarire presto la sua posizione. La gestione del “fondo del presidente“ è dunque al centro degli accertamenti culminati nell`emissione dell`informazione di garanzia. Gli inquirenti, in particolare, vogliono verificare se l`uso di quel danaro sia avvenuto in modo conforme al mandato conferito al presidente della Confcommercio. Si dovrà, in particolare, accertare se le operazioni con movimentazione di “fondi del presidente“ rientrino tra le spese cosiddette di “emergenza“. E tra le operazioni finite sotto la lente di ingrandimento c`è anche quella legata al preliminare di contratto con la Magiste di Stefano Ricucci. Per l`acquisto furono versati 39 milioni di euro, prima tranche di un pagamento complessivo di 60 milioni di euro. Un altro interrogativo al quale Billè dovrà dare risposte è anche il motivo per il quale furono anticipati quei soldi per un immobile la cui operazione di compravendita non è mai andata in porto. Un “atto dovuto“: così il presidente della Confcommercio ha commentato l` informazione di garanzia notificatagli ieri. “Ho doverosamente messo a disposizione dell`autorità giudiziaria tutta la documentazione richiesta“, ha aggiunto, “e dichiaro di essere immediatamente disponibile a fornire qualsiasi chiarimento utile e necessario a conferma che tali fondi sono stati gestiti con totale correttezza ed in conformità alle delibere dell` associazione“. “Sono assolutamente tranquillo che le indagini giudiziarie non potranno che chiarire la piena correttezza del mio operato“, ha concluso Billè, “e confermare che tutte le operazioni sono state da me fatte solo ed esclusivamente nell`interesse della Confcommercio e, conseguentemente, la mia totale estraneità ai fatti ipotizzati nell`informazione di garanzia“. Parole che non placano però tutti quelli che chiedono la sua “testa“, come le associazioni per i consumatori Adusbef e Codacons.
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